martedì 18 febbraio 2020

La coerenza educativa per crescere insieme

L'agire dell'adulto passa silenzioso. Il bambino osserva, come noi osserviamo lui.

Però gli effetti delle nostre azioni gli rimangono dentro, nella pelle e nel cuore, negli occhi e nella testa, nelle emozioni e nell'affetto. 

Se però un adulto dovrebbe avere degli strumenti che lo aiutano a interpretare le cause e le conseguenze dei comportamenti degli altri, i bimbi li stanno scoprendo: è compito degli educatori star loro vicini nella scoperta di questi alfabeti emotivi. 

Ecco perché è tanto importante creare condivisione e comunità negli intenti pedagogici. 

La ricchezza della diversità è una risorsa per tutti, ma se si agisce in maniera contraddittoria si rischia di creare un ambiente disturbante per i bambini, che non riescono a trovare punti fermi e contenitori emotivi. 

Non è banale fermarsi a ridefinire gli obiettivi comuni, non è banale chiedersi se l'influenza di paure e esperienze personali ci sta limitando, non è banale pensare alla teoria ma calarla nella NOSTRA realtà perché la risposta più giusta sta sempre negli occhi dei bimbi che ci stanno di fronte. 

Solo così possiamo crescere come professionisti, come gruppo di lavoro e... come esseri umani. 

martedì 7 gennaio 2020

Nel 2020 vorrei...

Nel 2020 vorrei...

Scrivere di più, perché ne ho bisogno per ripensare e ripensarmi...
Stare nel momento, tenendo meno in mano il cellulare e godermi quello che sta succedendo intorno a me...
Stringere nuove mani e abbracciare di più... 
Prendermi cura di quello che faccio, di chi amo, del posto in cui vivo...
Fare più girotondi...
Leggere a alta voce fino a che... 
Guardare fuori dalla finestra e vedere davvero...
Cadere e poi rialzarmi senza versare una lacrima... 
Giocare insieme a chi mi ha tirato una spinta... 

Vorrei continuare a imparare da voi, bambini. 

sabato 19 ottobre 2019

Da attività ad esperienze: quando le parole sono importanti

Quando ho iniziato a lavorare nei nidi, nella programmazione era richiesta la descrizione delle attività svolte insieme ai bambini e si cominciava timidamente a parlare di esperienze.

Se si faceva dipingere con materiali naturali, spesso i fogli venivano ritagliati nelle forma dell'ortaggio o frutto utilizzato per colorare. Il tutto veniva appeso per decorare il nido.

Era chiaro che la valenza educativa per un bambino in età di nido si fermava al manipolare e a lasciare una traccia. Forse l'allestimento era fatto per rimandare ai genitori l'idea di bambini operosi, nelle ore passate lontani.

Adesso fortunatamente il passaggio da curare è quello del processo di realizzazione: si creano setting con cura, il bimbo è libero di sperimentare nella dimensione che vuole, la documentazione mira a far comprendere che cosa scopre il bambino. Il prodotto non ha mai avuto una valenza educativa, è solo una testimonianza di quel che è stato fatto... Come una fotografia o un video, che però hanno il pregio di mostrare come il bambino si è approcciato a quello che stava facendo.

Le parole sono importanti: indicano l'intenzionalità educativa. Però, come al solito, non mi sento di condannare vecchi retaggi: l'importante è la sostanza e dunque basta che i bambini facciano esperienza e esplorazione in maniera libera e sicura, divertendosi.