Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post

giovedì 22 novembre 2018

Educhiamo con i libri: parliamo in piripu

Avete mai letto ai vostri bambini in un'altra lingua? Beh, se vi capita e se sono piccoli, vedrete che poco cambia: sono le immagini e il suono della vostra voce a comunicare con loro.

Se invece vi capiterà in mano un albo illustrato con ometti arancioni, elefanti, forteste intricate, firmato da Emanuela Bussolati (edizioni Carthusia), ecco che tutto sarà diverso.

Le avventure di Piripu Bibi incantano i bambini: dai più piccoli ai più grandi. Eppure le vicende narrate sembrano abbastanza banali: in Badabum, ad esempio, si racconta di un temporale.

Ma cosa rende speciale questa lingua strampalata e onomatopeica?

All'inizio del libro c'è una piccola spiegazione per gli adulti. Un libro è un oggetto e per il bambino rimane tale se un adulto non legge con trasporto. Il piripu serve per fare vocine e facce buffe, per instaurare un rapporto di complicità con il lettore e soprattutto per connettersi alla nostra parte bambina.

La storia non sarà mai la stessa: la mia interpretazione non sarà come la tua. E lo stesso libro diventa mille altri libri.

A volte, quando Teseo è triste, inizio a raccontare "Tararí tararera..." e lui si blocca per ascoltare.

Avete mai parlato in gibberish? Tutti dovremmo farlo ogni tanto, ma questa è un'altra storia...

venerdì 12 ottobre 2018

Educhiamo con i libri: Facciamo BU!

Nel mese di Halloween vi propongo un libro scacciapaura: Facciamo BU! di Giovanna  Mantegazza (La Coccinella).

È un cartonato, semplice, con illustrazioni paurose, ma la filastrocca in rima diverte e il fare BU! tutti insieme manda via ogni paura.

Se a volte qualche bimbo può aver paura del diavolaccio rosso o della strega verde di rabbia, a poco a poco si scoprire la loro vera natura: il mostro assomiglia un po'a una gallina, a guardarlo proprio bene.

E lo scheletro? Guarda come batte i denti se facciamo BU!

Nata come una storia della buonanotte, a me piace leggerla sempre... mi diverto anche io a fare BU e a spaventare lupi affamati e misteriose ombre nere!

E voi, cosa leggerete per Halloween per giocare alla paura con i bambini?

martedì 18 settembre 2018

Educhiamo con i libri: Il viaggio di Piedino

Ho avuto fortuna, lo ammetto. Ho visto per caso questo libro on line, ne ho letto la recensione, mi sono innamorata della copertina e l'ho comprato per Teseo.

Solo dopo ho scoperto che Il viaggio di Piedino (Bacchilega Junior) ha vinto il premio Nati per leggere, grazie al testo essenziale di Elisa Mazzoli e alle poetiche illustrazioni in bianche e nero di Marianna Balducci. La fotografia del piedino, appunto, completa questo libro straordinario nella sua semplicità.

Un piedino non soltanto cammina, ma fa incontri, saluta, annusa, si spaventa e così la breve storia si conclude con una sorpresa finale. Toccare il piedino mentre si legge fa ripercorrere le avventure del protagonista e rivivere quelle emozioni che sono tutte dei bambini: lo stupore e la meraviglia di scoprire il mondo quotidiano.

A Teseo è piaciuto un sacco e... anche a me.

venerdì 31 agosto 2018

Educhiamo con i libri: Sembra questo, sembra quello

Lo ammetto, ho un debole per questo libro, Sembra questo, sembra quello di Maria Enrica Agostinelli (Salani editore). Perché? Perché non é il solito libro e stimola quella creatività semplice, che a volte viene dimenticata.

Alla fine ha poi una morale attuale e semplice, contro ogni pregiudizio o stereotipo.

Il libro non racconta, è una lunga filastrocca in cui si vedono particolari di immagini, che sembrano monti, cappelli, cesti di frutta e invece sono altro.

L'occhio va allenato a non fermarsi alla prima apparenza ed ecco che quando arrivano gli occhi del signor Tono e del signor Ivo, questa considerazione vale anche per le persone.

Teseo è ancora molto piccolo ma ama questo libro: sarà per la sonorità delle parole, per la chiarezza delle figure o forse... assomiglia alla sua mamma!

venerdì 17 agosto 2018

Educhiamo con i libri: Miffy al museo

Dico la verità: questo libro, Miffy al museo (Dick Bruna) ce lo hanno passato e non l'ho comperato volutamente per la biblioteca di Tex. Avevo dei pregiudizi su Miffy, ma mi sono dovuta ricredere: il libro offre un argomento nuovo e a Teseo piace un sacco.

La storia è semplice: la coniglietta Miffy va al museo di arte contemporanea con i genitori. Tra quadri strampalati, sculture iperrealistiche e mobiles, scopre un mondo nuovo e affascinante.

La narrazione è molto corta ed in rima. I disegni semplici, quasi stilizzati. Forse è proprio questa la forza di questo libricino, che può essere un inizio per avventurarsi con libri d'arte più "seri" o con una vera e propria visita al museo.

venerdì 10 agosto 2018

Educhiamo con i libri: Il libro cane

Ho scelto questo libro per la biblioteca di Tex perché è divertente, anche se è adatto a lettori un pochettino più grandicelli.

Eh sì, con il Libro cane (Lorenzo Clerici, Minibombo) c'è da interagire. Quel cucciolo pigrone ha bisogno di coccole, vuole giocare e non è molto bravl ad obbedire ai comandi.

Al lettore é richiesto di accarezzarlo, pulirlo, lanciargli una pallina, chiamarlo forte.. il primo passo è dare un nome al protagonista.

Il nostro si chiama Gibba, come il nostro canone vero. E il vostro?

venerdì 3 agosto 2018

Educhiamo con i libri: Chi me l'ha fatta in testa?

Questo libro è uno spasso.
Anche se parla di cacca.

È il secondo che ho comprato per la biblioteca di Tex... per ridere insieme!

Chi me l'ha fatta in testa di Werner Holzwarth e Wolf Erlbruch (ed. Salani) racconta la storia di una piccola talpa sventurata.

Una volta uscita dalla sua tana, si trova una cacca sulla testa e pronta a scoprire il colpevole, si mette alla ricerca di una cacca simile a quella che porta sul capo.

Incontrerà un cavallo, una capretta, un maiale... ognuno di loro fa cacche differenti;  volte somigliano a focacce, altre a ghiande.

Solo con l'aiuto esperto delle mosche, riuscirà a individuare il briccone e allora... beh, la sorpresa finale è geniale!
Buona lettura!

venerdì 27 luglio 2018

Educhiamo con i libri: Chi trova un pinguino

Da quando ho saputo di essere rimasta incinta, ho aspettato mio figlio comprandogli ogni mese un libro diverso. Tornati a casa dall'ospedale, ho iniziato a leggergli e non abbiamo più smesso.

Non è terminato nemmeno l'acquisto mensile di libri e ormai il mio Tex ha una piccola biblioteca di tutto rispetto. Ho deciso quindi di scrivervi il perché delle mie scelte, recensendo alcuni dei miei testi preferiti per l'infanzia.

Il primo è Chi trova un pinguino...  di Oliver Jeffers (ZooLibri). Un bimbo incontra casualmente un pinguino smarrito e cerca in tutti i modi di farlo tornare da dove era venuto, fino arrivare al Polo Sud.

Il bambino credeva che il pinguino stesse male lontano da casa, ma solo alla fine capiscono che la vera casa sta nello stare insieme.

Ho sempre trovato dolcissimo questo messaggio di amicizia incondizionata, ma solo ora capisco la forza dell'amore, che a volte porta a fare fare fare per l'altro, quando conta solo stargli vicino. 

giovedì 18 gennaio 2018

Educare insieme e in maniera olistica: Azzurra e i suoi libri

Ho letto La corte degli educatori, un manualetto di facile lettura sullo "sviluppo del bambino tout
court... a casa, a scuola e in riabilitazione, concentrandoci sulla discriminante ambientale come elemento fondamentale per lo sviluppo". Le autrici sono Azzurra Scolaro e Sara Panico, pedagogista clinica e insegnante di sostegno.

Il libro mi era stato inviato proprio da Azzurra, con la quale ho avuto modo di scambiare spesso qualche messaggio e da qui è nata l'idea dell'intervista che mi ha confermato l'impressione che avevo avuto alla fine della lettura del testo: in questa prospettiva, è il bambino ad essere veramente al centro e ad essere considerato nella sua totalità.

Possono sembrare concetti banali: la prospettiva ecologica di Brofenbrenner la studiamo all'università, tutti i giorni lavoriamo in gruppo, riconosciamo il valore delle altre professionalità con le quali collaboriamo nel percorso educativo del bambino. Ma è davvero così?

Non vi capita mai di pensare che ogni tanto ragioniamo a compartimenti stagni? Certe volte sento un po'il vincolo del limite della professionalità e tante altre confesso di essermi sentita sminuita di fronte a altri professionisti.

Ed è una delle prime cose che è venuta fuori nella mia intervista con Azzurra...
Da cosa è nata l'esigenza di scrivere La corte degli educatori?

Un bambino, tante agenzie educative che non si parlano. La famiglia che non conosce la scuola. La scuola che non conosce la riabilitazione. Poi da qui, la necessità della seconda versione de La corte (ampliata e aggiornata, ndr): un sacco di insegnanti hanno imparato dal nostro libro. Purtroppo non tutte le scuole sono organizzate per corsi e aggiornamenti e hanno usato La corte per formarsi e imparare i termini della riabilitazione. La corte era nato come lavoro per le famiglie e ha sbancato nelle scuole.

E lo immagino... gli spunti sono tanti! Da educatrice di asilo nido, ho amato il capitolo sulla valutazione del gioco e la scelta dei materiali...

Chi vive al nido non conosce la quotidianità della scuola dell'infanzia, che a sua volta non comprende la primaria. E così via.

Cosa hanno apprezzato maggiormente le insegnanti?

Il libro è stato comprato soprattutto da insegnanti alle prime armi, che hanno imparato tanto sul quotidiano. E'stato anche molto apprezzato dalle insegnanti di scuola primaria per conoscere "cosa c'era prima". Il bambino non è "un pezzo di", ma qualcuno che "arriva da e va verso": ecco l'ottica de La corte. Famiglia, scuola dell'infanzia, scuola primaria e riabilitazione: sono un continuum.

Sai cosa ha detto la mia genetista quando le ho detto del libro? " Solo una mamma poteva fare questo tipo di lavoro". Io sono fuori: non devo dimostrare teorie, osservo i fatti e i risultati e faccio ricerche incrociate. 

E'l'impressione che ho avuto anche io: teorie scientifiche basate su una grande sensibilità e un acuto spirito di osservazione. Parlami del nuovo testo, Parole di mamma...

Parole di mamma sdogana il neurosviluppo in Italia.

Spiegami meglio.

La riabilitazione nel nostro paese risponde a regole ben precise. Il pediatra fa sempre meno perchè "poi ci sono gli specialisti". Per ogni bambino ci sono 5 specialisti nei casi di disturbo del neurosviluppo. Ognuno si prende un pezzo del bambino, nessuno lo considera in maniera olistica: in Italia non è permesso. 

Ci sono bimbi che fanno terapia per anni senza un'analisi del sangue, senza un'anamnesi corretta: si raccolgono ancora dati che riguardano il based evidence. Nessuno parla di epigenetica, mentre è proprio l'epigenetica a sancire la direzione della patologia.

Vogliamo sfatare il mito della riabilitazione, perchè quello che facciamo tutti i giorni è ciò che conta. Ovviamente la riabilitazione è necessaria, ma tutto il resto è altrettanto fondamentale. Non posso vedere bambini che fanno terapia e poi mangiano patatine e bevono cola tutti i giorni.

Il neurosviluppo è incerto, a mio avviso, proprio per via delle condizioni ambientali. La riabilitazione deve cambiare molto in Italia. Parole di mamma suggerisce agli specialisti come parlare alle famiglie e alle famiglie come comunicare con gli specialisti, come gestire i rapporti, come dare sviluppo quotidiano con semplici attuazioni e... tanto altro!

Non è scontato parlare dell'importanza della quotidianità...

Ho parlato di Parole di mamma con la mia amica psicologa, che mi ha detto che secondo lei, manca un anno intero del bambino, quello dai 2 ai 3 anni. Nessuno specialista interviene sull'ambiente casalingo dando suggerimenti pratici.

Oltretutto il periodo che va dai 2 ai 3 anni dovrebbe essere determinante per ogni bimbo...

Si chiudono molte finestre sensoriali.

Una volta una mi amica psicologa mi ha detto che i genitori odiano gli specialisti, perchè sono quelli che li informano sul disturbo del figlio. Ma non è così: i genitori non se la prendono con loro per quello che comunicano, ma perchè non dicono quanto possono fare la differenza con semplici azioni quotidiane, non li aiutano a preparare quella che chiamo la "valigia per casa".

Il mondo deve dare fiducia alle famiglie, gli specialisti devono trovare le parole: Parole di mamma può essere utile.

Grazie Azzurra per averci detto le tue opinioni con tanta chiarezza e per averci fatto riflettere su tematiche quanto mai importanti.

Un'ultima cortesia: tutto quello che scrivo non costituisce nè sostituisce parere medico.

Grazie di cuore e ancora di più, Azzurra! :)

mercoledì 8 febbraio 2017

Il diverso: spunti di letture per bambini

DIVERSO-DIVERSITA'-DIFFERENZE
Che confusione tutti questi termini!

Chi è diverso?
Chi è IL diverso?
Da che cosa è diverso?
Cosa pensiamo quando diciamo "diverso"?
Cosa pensiamo quando definiamo qualcuno diverso?

Il concetto di diversità è un tema molto "caldo" e spesso terreno di scontri e disagi..per affrontare al meglio questa tematica con i bambini, negli ultimi anni, l'editoria per i "più giovani" ci ha offerto parecchi spunti e punti di vista.

Di seguito riporto qualche titolo (anche se il panorama è davvero variegato) per me significativo e che permette di proporre questo tema sotto diverse prospettive.


Il primo titolo che vorrei presentare è "Flora e il Fenicottero" un silent book che al contrario delle apparenze, non è per nulla stucchevole e sdolcinato, ma narra una storia fatta di scoperte, diversità, curiosità e amicizia. Fin da subito la diversità ci viene palesata in modo chiaro ed evidente: i protagonisti sono infatti un elegante fenicottero e Flora, una bimba più goffa e paffutella. Pagina dopo pagina i due protagonisti si scoprono, si conoscono ed infine danzano assieme...una danza fatta di occhi, movimenti e corpo...un vero e proprio dialogo che dà origine ad un legame.


"Guarda guarda" è anch'esso un silent book, un gioiello di illustrazioni, colori e emozioni made in Italy. Come nel libro precedentemente illustrato, anche qui basta uno sguardo per capire la diversità dei protagonisti. Nonostante questa, o forse proprio grazie ad essa, i due iniziano a conoscersi, a studiarsi e ad essere amici. 

Una nota finale non indifferente è la presenza di una piccola appendice in cui vengono illustrati e spiegati alcuni segni della LIS (lingua dei segni italiana) ed è forse allora che il messaggio dell'albo illustrato diventa ancora più chiaro e manifesto, due mondi che cercano di scoprirsi ed entrare in contatto, come quelli di Giraffa e Ghepardo. La diversità è per cui motivo d'incontro.


Con la diversità e le differenze si può anche giocare, ed è questo il messaggio chiave di questo libro-gioco, Chi Cosa Chi. Pagina dopo pagina vengono poste al lettore delle domande ("chi si è fatto male?" "chi è innamorato?") sotto di esse si trovano diversi animaletti con dettagli fini, ironici e chiari. Il compito del lettore? trovare gli indizi, fiutare la traccia, costruire una storia e capire chi ha quel particolare, quel dettaglio che fa la differenza e che lo caratterizza dagli altri. Un libro per giocare, per ridere, per divertirsi ed aprirsi ad un dialogo in cui la diversità e la differenza sono dettagli da ricercare e valorizzare.


Titolo indicato per i più piccini, I contrari,  permette a mio avviso, di percepire in modo accattivante e divertente come due soggetti apparentemente uguali hanno caratteristiche diverse e differenti, proprio perchè contrari.

Martina Salmaso







giovedì 13 novembre 2014

La scienza in libreria: ce la racconta Marta

Avevamo già conosciuto Marta Vitale Brovarone, che ci aveva raccontato la sua passione per i giardini e i laboratori a tema che organizzava: insieme ai bambini, esplorava boschi e progettava spazi verdi. Adesso invece si è buttata in una nuova avventura: porterà la scienza in libreria.

In che modo? Attraverso un altro laboratorio, ovviamente, dal nome Facciamo che eravamo scienziati...?!!
Foto di M. Vitale Brovarone
Già dal titolo si capisce l'importanza del far finta di: i bimbi infatti indosseranno i panni di inventori, naturalisti, archeologi. Ad ogni appuntamento, un tema diverso.
Ma a chi è rivolto il laboratorio e quando si tiene?

L'età prevista è dai 4 ai 10 anni e l'evento si tiene un giovedì sì ed uno no alla Libreria La Tana di Chiaralice di Almese (Torino), fino all'11 dicembre.

Cosa ci dice Marta del percorso che ha progettato?

“Sono felice di partire con “Facciamo che...” qui in Val di Susa. Avevo voglia di dedicare attenzione alla scienza in tutte le sue forme: così è nato Facciamo che: inviterò i bambini a calarsi con me nei panni dell'inventore, dell'archeologo, dell'esploratore attraverso un percorso ludico basato – come tutti i miei laboratori- sulla pedagogia attiva. La libreria La Tana è un luogo magico, in cui i bambini ancora possono sperimentare con le proprie mani e utilizzare la propria fantasia. Un luogo perfetto per i miei laboratori, tutti dedicati alla scoperta condivisa, all'emozione e al valore educativo della scienza”. 

Per prenotarvi o avere maggiori informazioni, mandate una mail a latanadichiaralice@yahoo.it. 
Dimenticavo!!! Per i vostri bimbi anche una bella merenda.
Foto di M. Vitale Brovarone

mercoledì 17 settembre 2014

Educhiamo con i libri: testi sull'ambientamento e il distacco



Con mia grande gioia, quest’anno presso l’asilo nido in cui lavoro, ho la possibilità di avviare una piccola biblioteca tematica. Ogni mese, in accordo con il sistema bibliotecario della provincia di Bergamo, verranno messi a disposizione dei genitori e dei bambini dell’asilo nido presso cui lavoro, albi illustrati riguardanti diverse tematiche.

Questi libri saranno a disposizione delle famiglie, che potranno portarli a casa per condividere la gioia della lettura con i propri bambini. Per iniziare l’anno scolastico abbiamo proposto libri inerenti alla tematica del distacco, dell’amicizia e dell’asilo nido.

Di seguito riporto i testi proposti e una piccola descrizione.

A più tardi di Jeanne Ashbé


Il tema del distacco, grandi emozioni, grandi parole per bambini che ne hanno a disposizione ancora troppo poche. Questo albo illustrato guida attraverso le immagini nella routine quotidiana dell’asilo nido…il distacco e il saluto dalla mamma e dal papà, i giocattoli, i compagni, la pittura, il momento della pappa, il momento di cura del cambio e della nanna, coccole e litigi e la felicità di ritrovarsi la sera con mamma e papà

Zeb e la scorta di baci di Michel Gay



Zeb parte per il campo estivo. Vuole dimostrare a tutti di essere grande ma sa che gli mancheranno i baci di mamma e papà. «Non ti preoccupare, sappiamo come fare», gli dicono i genitori. E così preparano un’abbondante scorta di baci. A Zeb, quando si sentirà triste, basterà aprire la scatola e prendere un fogliettino con su i baci di mamma e papà.



Un testo molto delicato e dolce sul tema del distacco e sulle possibili strategie per superare questo momento. A mio avviso molto efficacie preparare al proprio bambino la sua scorta personale di baci.

Marco va all'asilo nido di Xavier Deneux

Un libretto semplice ma ben fatto, con illustrazioni belle e chiare.
La tematica è quella dell’inserimento all’asilo nido e nel corso delle pagine vengono descritti e rappresentati momenti di attività e di routine.

Mentre la Mamma è al Lavoro... di Silvia Teodosi

Che cosa fa la mamma mentre Mia è alla scuola? Un racconto per parole e immagini in "splitscreen" della giornata di una mamma e della sua bambina. Un libro complesso per bambini dell’asilo nido, se si segue fedelmente il testo scritto, ma con opportune semplificazioni risulta efficacie. Ai bambini infatti viene offerta una nuova prospettiva; la mamma non “scompare” una volta uscita dall’asilo nido, ma vive molte situazioni spesso anche simili a quelle del proprio figlio.

Mattia va all’asilo di Slegers Liesbet


È il primo giorno di asilo per Mattia! Un libro ricco di illustrazioni colorate accompagnate da un testo semplice e divertente. Aiuta i bambini ha percepire l’asilo nido come un luogo di divertimento, di allegria e in cui fare nuove amicizie.

I tre piccoli gufi di Martin Waddell e Patrick Benson


I piccoli gufi sono cuccioli come gli altri con tante paure… e che succede quando mamma gufo se ne va nel bel mezzo della notte lasciando tre piccoli gufi da soli? Un parallelismo tra questi gufetti e i bimbi che frequentano un asilo nido è davvero lampante. Questo albo ci permette da educatrici ed educatori, ma anche come genitori, di affrontare questa tematica che spesso getta sconforto, paura e angoscia nei piccoli…la paura dell'abbandono.
Cosa penseranno?
Che percezione avranno delle ore che passano?
Dove pensano siano i genitori?
Che emozioni vivono?

Un albo illustrato che nelle sue 26 pagine racchiude grandi emozioni e tematiche, una storia per parlare di paure, autonomia, legami fraterni e affettivi.


Piccolo blu e piccolo giallo di Leo Lionni

Un grande classico usato e riusato e passato tra le mani di centinaia di bambini.
Un libro con illustrazioni diverse, semplici e astratte che permette di parlare con facilità e chiarezza dell’amicizia.
Il testo inoltre stimola a nuove scoperte, come ad esempio la mescolanza dei colori o a giochi di classificazione e discriminazione in base ai colori.

E’ arrivato un nuovo amico! di Eline van Lindenhuizen
Un gruppo di amici animali è pronto ad accogliere e conoscere un nuovo amico, la giraffa Carlo.
Un’allegra storia sulle attività da fare insieme e l’aiuto reciproco.

Un albo semplice e colorato, che tratta tematiche importanti quali l’amicizia, la collaborazione, l’accettazione dell’altro e la gioia dello stare insieme.

Amici di Liesbet Slegers

Un libretto piccolo e colorato con immagini chiare e facilmente riconoscibili aventi come tematica l’amicizia. Nelle pagine vengono presentati: il gatto e il pesce, la sorellina, il papà e la mamma. Ed infine l’orsacchiotto, compagno fedele di morbidi e dolci sonnellini.

Io e te di Geneviève Côté

"Vorrei tanto essere come te!" "E io vorrei tanto essere come te!" A volte vorremmo essere simili alle persone che amiamo. Coniglietto vorrebbe assomigliare a Porcellino e viceversa. Ma mentre si sforzano di assomigliarsi scoprono di piacersi proprio così come sono! Un piccolo albo illustrato, carino, con poco testo e tavole pittoriche molto belle e delicate.

di Martina Salmaso



domenica 20 luglio 2014

Educhiamo con i libri: Da lontano era un'isola di Munari

Da lontano era un'isola, ma da vicino era un sasso. Cosa cambia? Alla fine sono punti di vista! Ecco cosa racconta Bruno Munari nel suo formidabile libro sulle pietre raccolte in giro per il mondo. Osservatele e scoprirete un mondo.

Ho preso in biblioteca due edizioni del libro, una più agile dell'Einaudi, l'altra più grande della Corraini. Quest'ultima a mio avviso può essere letta con i bambini più grandi, una lettura ad immagini per educare a guardare.

E' questo che Munari cerca di fare, presentando le varie tipologie di sasso (rotondo, allungato, scuro, colorato...): non basta solo vedere per far muovere la fantasia, bisogna andare oltre.

Se si osserva si troveranno le caratteristiche del sasso: il colore, la forma, la ruvidezza, la grandezza. Già di per sè, suddividerli sarebbe un bell'esercizio per i bambini.


E poi? Cosa farci con tutti quei sassi raccolti? Munari richiama l'attenzione sui segni naturali che troviamo sulle pietre, unificandoli possiamo formare strade, reti di comunicazione.

Oppure si possono impilare come alte torri, o ancora ammassare per creare montagne o isole: le possibilità sono infinite.

Sui sassi si può anche disegnare: una faccia, un uccellino, un fiocco... e così il sasso diventa qualcosa d'altro.

Con al sua logica del guardare al di là del sensoriale, Munari fa suo il divertimento, il rivolgersi ad altro da sè, che dovrebbe essere alla base di ogni attività rivolta ai bambini, dal nido in avanti. Quello che propone è infatti fattibile con bambini di ogni età, calibrandolo (ovviamente) al gruppo a cui si propone.

Quante cose si possono fare con i sassi!!

lunedì 30 giugno 2014

Bambini e computer: un mio intervento su E-life

Negli ultimi giorni sulle pagine dei quotidiani nazionali è apparso un articolo su un video pubblicato su Youtube: la protagonista è una bambina di un anno che usa il tablet della madre in maniera naturale. Il fotogramma successivo la ritrae a cercare di modificare le immagini da una rivista attraverso il touchscreen: la bimba non riusciva a capire che bastava girare pagina. La didascalia elogiava l’episodio definendolo l’ennesimo regalo a Steve Jobs.

Personalmente ho strabuzzato gli occhi davanti al computer: mi chiedevo come fosse possibile. Se ci si pensa è chiaro: questa bambina non ha mai visto un libro, non ha mai conosciuto l’odore della carta, non ha mai ascoltato la voce della mamma leggere una fiaba, non ha mai sentito il fruscio leggero delle pagine che girano e cambiano… 

Il libro è una metafora della vita: è una storia che inizia da un foglio bianco ed è in eterno divenire, è una storia sempre viva negli occhi di chi scorre le parole e di chi le conserverà nel cuore, è una storia che stimola i pensieri. Da educatrice, cerco di promuovere il piacere alla lettura sin dalle sezioni di Lattanti al nido: leggere le immagini non è meno importante di leggere le parole.

Quello che manca alla bimba che maneggia il tablet è porsi di fronte alla situazione in maniera creativa: quel computer le ha insegnato come far funzionare un meccanismo che la porterà a determinate conseguenze ma non le ha detto che qualche volta gli ingranaggi si inceppano. Un libro invece non ti dice come usarlo: puoi saltare passaggi, puoi usarlo per non far traballare una sedia, puoi scriverci sopra, puoi rileggerlo da capo tutte le volte che vuoi. Ti poni di fronte al libro in maniera aperta e fantasiosa perché tante volte è proprio il lettore a conferire importanza a una storia: nessun autore, nessun soggetto è interessante in maniera assoluta.

I contenuti dei computer invece sono labili: si possono salvare o eliminare, copiare o incollare… addirittura tagliare! Per un bambino in età prescolare questo è molto destabilizzante: come fare a capire quali informazioni sono davvero importanti? Quali sono quelle vere? Penso inoltre alla prassia: un libro si impugna, si sfoglia, si piega, si porta con sè mettendo insieme l’esercizio di motricità fine e grossa; nel caso del computer invece lo sforzo è minimo per le dita e massimo per la vista.

In età scolare invece i ragazzini acquisiscono una buona capacità di discernimento degli imput, un’altrettanto buona capacità di astrazione dei concetti e una necessità evidente in ambito scolastico. E’impensabile non fare usare il computer in questa fascia di età. Conosciamo bene i vantaggi della posta elettronica, delle videochiamate, dei blog: accorciano le distanze e facilitano le relazioni sociali, per non parlare degli usi lavorativi. 

Un bambino deve riuscire a capire il funzionamento di questi media con l’appoggio degli adulti sia in ambito formativo che educativo, ma non a discapito dei cari e vecchi mezzi di diffusione del pensiero. In molte scuole si sono boicottati i libri di testo per favorire la più economica e agevole soluzione delle dispense online.

I ragazzi di oggi comunicano in maniera disinvolta attraverso i social network a discapito della lingua italiana. Si taggano le foto online a discapito degli album di famiglia tramandati di generazione in generazione. Si connettono da ogni parte del mondo a discapito della meraviglia di trovarsi in ogni parte del mondo.

Forse sono una superstite romantica che ama mandare cartoline dalle vacanze, che è cresciuta scrivendo un diario e che aspettava con ansia le lettere dagli amici di penna sparsi in tutta Italia. Eppure oggi pur continuando a fare queste cose mi sono adeguata aggiornando quotidianamente la pagina su Facebook, mandando e-mail e gestendo un gruppo di discussione online. E penso che proprio l’integrazione delle diverse pratiche sia la risposta.

Come vedo i giovani di oggi alla mia età?

Ogni giorno con il mio lavoro cerco di battermi perché non si impoveriscano nei contenuti, perché hanno tanto da dare e pur avendo tanti trampolini di lancio non sanno come utilizzarli, perché hanno un futuro sbarrato e pochi adulti che credono in loro. 

L’ambiente della scuola favorisce la rapidità e la fluidità di contenuti e troppo spesso le domande dei ragazzi rimangono senza risposta. Le famiglie sono sempre meno aiutate a sostenere e a gestire i tempi per la genitoralià. I bambini rimangono sempre più di frequente da soli davanti a uno schermo.

Credo che il vero regalo per Steve Jobs sia che quella bambina da grande diventi “foolish and hungry”, si appassioni della vita. La passione e la voglia di stare insieme, unite a un buon modello organizzativo possono essere una formula per salvare il mondo. Che lo si scriva su un muro o su una bacheca di Facebook poco importa: l’importante è che si continui a farlo.

Tratto da  un mio intervento in E life (Cirone L., 2011), un interessante saggio sulla società computerizzata.

domenica 15 giugno 2014

Giocare con tatto di Beba Restelli: perchè leggerlo

Martina aveva consigliato di aggiungere alla nostra Bibliografia un testo di Beba Restelli, Giocare con tatto. Ero molto incuriosita di leggere quello che una delle allieve di Munari avesse da scrivere e da buona fan del maestro, l'ho comperato.


Nella premessa ovviamente si parla dell'incontro con Munari, della nascita e crescita del Laboratorio artistico e del metodo Munari, che ormai è diventato un marchio di fabbrica. Ed è proprio nella spiegazione di questa tecnica che il libro è diventato davvero interessante.

Foto e immagini si inframezzavano a paginette scritte e brevi didascalia: giocare con fiori, fotocopiatrice, puntatrice, tavole tattili. I laboratori avevano la capacità di unire il naturale al nuovo, con un unico obiettivo: rendere il bambino un soggetto attivo e capace di modificare con  la creatività la realtà. Questo è un atteggiamento che se imparato, tornerà utile per tutta la vita e creerà soggetti pensanti e realizzatori del loro destino. 

Anche il capitolo sul Toccare, un linguaggio d'amore fa molto riflettere, soprattutto per chi lavora con bimbi molto piccoli: è attraverso la pelle che si sente e si conosce con il corpo, è un'azione immediata e carica di emozioni e affettività. Si spiegano quindi con brevi schede diverse attività proposte. Non lasciatevi trarre in inganno dal target di età descritto (di solito quello della scuola primaria)
, se ci pensate con i dovuti accorgimenti, potreste proporne diverse nei vostri nidi.

Il libro continua su questa riga alla scoperta dei sensi e dei colori. Che sorpresa scoprire che tante di quelle attività le avevo già realizzate in maniera simile, senza sapere che fossero metodo Munari. La neve, le nuvole, la ricerca dei colori, il bosco tattile: un bel manualetto che raccoglie tante idee.

Grazie a Martina per il consiglio!

lunedì 9 giugno 2014

Leggere per crescere: come ricevere la rivista in omaggio

Oggi è arrivata la mia copia omaggio di Leggere per crescere, periodico di formazione e di aggiornamento per operatorio dell'infanzia e le famiglie. Nel numero di primavera, il tema è: Alla scoperta del mondo emotivo dei bambini.

Il primo articolo è sull'importanza dell'autonomia e quello successivo sul necessario adeguamento delle fasi di sviluppo del bambino: uno sembra il seguito degli altri. Negli altri, si parla delle emozioni dei più piccoli: dall'esternazione del dolore agli effetti della paura, dalla costruzioni di relazioni di fiducia alle tappe dei sentimenti consapevoli. Infine, consigli di lettura per grandi e piccini.


Leggere per crescere si pone l'obiettivo di sensibilizzare le famiglie a leggere ad alta voce, di diffondere una cultura dell'infanzia aperta e attiva, di riflettere sul mondo dei bambini. Ricevere la rivista è facilissimo: basta registrarsi al sito e dopo qualche mese, troverete la vostra copia nella posta.

Voi che invece, avete avuto già modo di prenderne visione, cosa ne pensate? Ad una prima lettura, mi è parsa ben articolata, con specchietti riassuntivi e temi interessanti. I testi consigliati poi mi sono sembrati davvero validi. Insomma, è una rivista a tutto tondo, non specificatamente indirizzata a specialisti del settore, ma anche a mamme e papà curiosi di esplorare il mondo dell'infanzia.

lunedì 5 maggio 2014

Educare è creatività: il mondo di Bruno Munari

C'è sempre qualche vecchia signora che affronta i bambini facendo delle smorfie da far paura e dicendo delle stupidaggini con un linguaggio informale pieno di ciccì e di coccò e di piciupaciù. Di solito i bambini guardano con molta severità queste persone che sono invecchiate invano; non capiscono cosa vogliono e tornano ai loro giochi, giochi semplici e molto seri.  (Bruno Munari, Arte come mestiere, 1966)
Raccontare chi è stato Bruno Munari (1907- 1998) è una vera impresa. Fu un grande designer, un grande scrittore, un grande artista e un grande pensatore. Fu un grande.

La sua idea di infanzia era un'idea innovatrice e rivoluzionaria: lavorava per i bambini, considerandoli soggetti attivi e riflessivi. Dal materiale nasceva l'emozione, poi l'idea. Un metodo attivo scientifico, lo definiva, vicino alla pedagogia attiva della Montessori.

I suoi Laboratori, il metodo in cui proponeva materiali e attività sono diventati oggetto di studio in tutto il mondo. La considerazione su cui si basavano era quella, tanto cara a Munari, secondo cui "semplificare è più difficile che complicare". Dava particolare rilievo al processo piuttosto che al lavoro finito e lo ripetiamo spesso anche nei nidi, ma alla fine la logica del "dover fare qualcosa che resta per far vedere" rimane. In effetti è dall'esperienza prima e dall'emozione poi che nasce la conoscenza; il prodotto che ne deriva è come un souvenir di un viaggio che ci ha accresciuto da un punto di vista psichico e culturale.

Sempre di stampo montessoriano, sono i suoi mobiles, adatti per i bambini di pochi mesi, realizzati dopo gli studi di macchine inutili in movimento.

Sua è anche l'idea dei prelibri, una serie di 10 libri, raccolti in un volume extralarge, adatti per i bimbi che ancora non sanno leggere, e non solo... Sono infatti libri realizzati in diversi materiali, che offrono stimolazioni tattili diversi e permettono al lettore di interagire in maniera sempre differente. Munari puntava sull'effetto della sorpresa, da cui deriva la cultura. Si guarda attraverso un buco, si abbottona, si ascoltano pagine frusciare e battere forte.

Anche le Rose nell'insalata sono opera sua: "una volta una maestra prese una patata e la tagliò a metà"... L'idea dell'usare gli ortaggi (patate, insalata, radicchio, rosmarino) come timbri per poi realizzarne altro unisce il senso di praticità a una grande creatività. Divertirsi trasformando un segno in qualcosa d'altro e magari inventarsi anche delle storie.

Segnalo qualche sito interessante di attività laboratoriali in "stile Munari":
Munaria organizza laboratori sul metodo dell'artista
La fattoria delle Ginestre fattoria didattica della provincia di Pavia
Blu sole laboratori didattici e formazione per insegnanti. Ho avuto la fortuna di frequentare un loro corso e non posso fare altro che consigliarvi di partecipare a qualcuno dei loro incontri, se vi capita l'opportunità.

mercoledì 2 aprile 2014

Educhiamo con i libri: I tre piccoli gufi

Per festeggiare la Giornata Internazionale della Letteratura per Bambini, ho scelto di presentarvi un libro che rappresenta un capo saldo della letteratura infantile “I tre piccoli gufi” di Martin Waddell. Questo libro è oramai considerato un classico, ma grazie alla ristampa da poco effettuata è possibile reperirlo senza problemi in qualsiasi libreria. Protagonisti di questo albo illustrato sono tre piccoli gufi: Sara, Bruno e Tobia.


I piccoli gufi sono cuccioli come gli altri con tante paure… e che succede quando mamma gufo se ne va nel bel mezzo della notte lasciando tre piccoli gufi da soli?

“..i piccoli gufi si misero a pensare (tutti i gufi pensano molto!)
<<io penso che sia andata a caccia>> disse Sara
<<per procurarci il cibo >>disse Bruno
<<voglio la mamma!>> disse Tobia”

I piccoli gufi aspettano impazienti, stretti stretti l’uno all’altro il ritorno della mamma. Ed ecco finalmente Mamma Gufa che vola leggera e morbida tra gli alberi della foresta per poi planare nel nido, dove l'attendono i suoi cuccioli. Non hanno motivo di essere angosciati, li rassicura la mamma, perché lei tornerà sempre dai suoi cuccioli.

Un parallelismo tra questi gufetti e i bimbi che frequentano un asilo nido è davvero lampante. Questo albo ci permette da educatrici ed educatori, ma anche come genitori, di affrontare questa tematica che spesso getta sconforto, paura e angoscia nei piccoli…la paura dell'abbandono.

“..Tutti i gufi pensano molto..”, ma chissà cosa pensano anche i bambini che ogni giorno abbiamo davanti a noi..

Cosa penseranno?
Che percezione avranno delle ore che passano?
Dove pensano siano i genitori?
Che emozioni vivono?

Un albo illustrato che nelle sue 26 pagine racchiude grandi emozioni e tematiche, una storia per parlare di paure, autonomia, legami fraterni e affettivi.


Consiglio la lettura per asili nido e scuole dell’infanzia.

Testo e foto di Martina Salmaso


giovedì 27 marzo 2014

Educhiamo con i libri: Sbrigati ma lentamente

L’albo illustrato che voglio presentarvi è “Sbrigati, ma lentamente” di Layn Marlow.
La prima volta che ho visto questo albo sono rimasta colpita dalle sue illustrazioni delicate e dal titolo che rispecchia in pieno la mia “filosofia ” che si appoggia alla Pedagogia della lumaca del Maestro Gianfranco Zavalloni.

Il testo vede come protagonisti una tartaruga simbolo per antonomasia di lentezza e una lepre rappresentativa della velocità. La tartaruga è lenta, ama alzarsi tardi, è prudente, riflette molto ecc... La lepre invece è come un piccolo tornado e cerca di mettere fretta alla tartaruga in ogni cosa che fa.

Alla fine della giornata, la tartaruga ama molto sorseggiare una tazza di camomilla in pace, ma la lepre vuole che le  legga una storia…ed è qui che avviene una magia….


Per raggiungere gli obiettivi ognuno ha bisogno dei propri tempi.
Così anche i nostri bambini al nido e i nostri figli hanno bisogno di tempo, non tutti sono lepri dinamiche e intraprendenti, tra i loro faccini e sorrisi si nascondo anche delle tartarughe più meditative e riflessive.

Ognuno ha ritmi e qualità diverse che devono essere sempre e in qualunque momento rispettate e accolte.

Età consigliata: dai 3 anni, per non banalizzare il contenuto.

Testo e foto di Martina Salmaso