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venerdì 1 dicembre 2017

Il Natale per i bambini del nido: idee e riflessioni

Come ogni anno, si avvicina il Natale e in ogni scuola di ordine e grado, la programmazione inizia a incentrarsi su questa festività. Come ogni anno, mi chiedo se ha davvero valore festeggiare all'asilo nido.

I bambini iniziano a esperire l'attesa. Spesso hanno paura di quel signore con barba e cappello che arriva in sezione a regalare caramelle e cominciano a piangere disperati. Il Natale è una festa dedicata ai bambini, alla nascita, alla famiglia... come possiamo affrontarla in maniera efficace con i piccoli del nido?

Innanzitutto, a mio avviso, occorre non perdere mai di vista il punto centrale: quello che è divertente e ricco di significato per gli adulti, non è detto che lo sia per i bambini. Poi, la questione è delicata, poiché si tratta di una festa religiosa; dunque lavoriamo sui valori universali che la ricorrenza porta con sé e su tutte le abitudine, che esonerano dal campo cattolico... ovviamente, senza cadere nel banale consumismo.

Ecco, all'inizio mi sembrava già di per sé difficile riuscire ad organizzare un percorso di questo genere, ma come al solito, mi è venuta incontro una parola che amo: TRASVERSALITA'. Così tutto è apparso più semplice: non importa sempre complicare con idee astruse, spesso vince la quotidianità che arricchita da un filo conduttore può diventare la scelta vincente.

Un consiglio è quello di appoggiarsi alla programmazione annuale per progettare le attività con i bimbi, il laboratorio con i genitori e la festa a tema. Si lavora sulla lettura? Incentriamoci su libri a tema, costruiamo con i genitori libretti tattili durante un laboratorio e distribuiamoli per la festa al nido. 

Si scelgono i materiali naturali? Costruiamo con i bimbi decorazioni di riciclo, o con legumi secchi, o con foglie e pigne. Si scelgono le emozioni? Pensiamo a cosa il Natale suscita: stupore, gioia e perchè no, delusione. Proponiamo racconti a tema, canzoncine per festeggiare insieme, meravigliamoci con scatole "a sorpresa".

Posta la base per la premessa iniziale, possiamo anche rivolgerci alle attività quotidiane per "natalizzarle" un po'. 

Si può manipolare pasta di sale rossa e verde e stamparla con formine natalizie, si possono poi glitterare in un secondo momento. Si possono aggiungere coloranti naturali, come le barbabietole o gli spinaci, che possono essere utilizzati anche come acquerelli su normali fogli. 

Si può grattugiare il sapone e metterlo in barattoli per ricostruire l'effetto neve, travasando. Si possono costruire palle di neve con carta, lana, tempera e zucchero, pasta di sale. 

Si può giocare con i vestiti di Babbo Natale: laviamoli e stendiamoli in attesa del grande giorno.

Si può fare un calendario dell'avvento alternativo con i più grandi: ogni giorno possiamo inventare una routine nuova, oppure un bambino al giorno verrà richiamato per scartare una sorpresa.


La storia della renna Rudolph, l'unica con il naso rosso, un po'diversa, ma anche speciale, si presta ad essere raccontata in maniera semplificata ai bambini. Con le impronte dei loro piedi o delle loro mani possiamo ricreare il musetto di Rudolph. Potremmo anche uscire in giardino e ricercare un pochino d'erba, qualche foglia, qualche carota per poi lasciare alle renne nella notte di Natale: ogni bambino potrebbe portare a casa un sacchettino con quello che ha raccolto.

Le idee sono tante: basta far lavorare la fantasia!

Voi cosa farete con i vostri bimbi? Postate nei commenti foto, filastrocche, storie, racconti di attività... la condivisione rimane sempre un punto essenziale di Educhiamo e... anche del Natale! ;)

Immagini prese dal web, riferimenti sulle foto


lunedì 5 maggio 2014

Educare è creatività: il mondo di Bruno Munari

C'è sempre qualche vecchia signora che affronta i bambini facendo delle smorfie da far paura e dicendo delle stupidaggini con un linguaggio informale pieno di ciccì e di coccò e di piciupaciù. Di solito i bambini guardano con molta severità queste persone che sono invecchiate invano; non capiscono cosa vogliono e tornano ai loro giochi, giochi semplici e molto seri.  (Bruno Munari, Arte come mestiere, 1966)
Raccontare chi è stato Bruno Munari (1907- 1998) è una vera impresa. Fu un grande designer, un grande scrittore, un grande artista e un grande pensatore. Fu un grande.

La sua idea di infanzia era un'idea innovatrice e rivoluzionaria: lavorava per i bambini, considerandoli soggetti attivi e riflessivi. Dal materiale nasceva l'emozione, poi l'idea. Un metodo attivo scientifico, lo definiva, vicino alla pedagogia attiva della Montessori.

I suoi Laboratori, il metodo in cui proponeva materiali e attività sono diventati oggetto di studio in tutto il mondo. La considerazione su cui si basavano era quella, tanto cara a Munari, secondo cui "semplificare è più difficile che complicare". Dava particolare rilievo al processo piuttosto che al lavoro finito e lo ripetiamo spesso anche nei nidi, ma alla fine la logica del "dover fare qualcosa che resta per far vedere" rimane. In effetti è dall'esperienza prima e dall'emozione poi che nasce la conoscenza; il prodotto che ne deriva è come un souvenir di un viaggio che ci ha accresciuto da un punto di vista psichico e culturale.

Sempre di stampo montessoriano, sono i suoi mobiles, adatti per i bambini di pochi mesi, realizzati dopo gli studi di macchine inutili in movimento.

Sua è anche l'idea dei prelibri, una serie di 10 libri, raccolti in un volume extralarge, adatti per i bimbi che ancora non sanno leggere, e non solo... Sono infatti libri realizzati in diversi materiali, che offrono stimolazioni tattili diversi e permettono al lettore di interagire in maniera sempre differente. Munari puntava sull'effetto della sorpresa, da cui deriva la cultura. Si guarda attraverso un buco, si abbottona, si ascoltano pagine frusciare e battere forte.

Anche le Rose nell'insalata sono opera sua: "una volta una maestra prese una patata e la tagliò a metà"... L'idea dell'usare gli ortaggi (patate, insalata, radicchio, rosmarino) come timbri per poi realizzarne altro unisce il senso di praticità a una grande creatività. Divertirsi trasformando un segno in qualcosa d'altro e magari inventarsi anche delle storie.

Segnalo qualche sito interessante di attività laboratoriali in "stile Munari":
Munaria organizza laboratori sul metodo dell'artista
La fattoria delle Ginestre fattoria didattica della provincia di Pavia
Blu sole laboratori didattici e formazione per insegnanti. Ho avuto la fortuna di frequentare un loro corso e non posso fare altro che consigliarvi di partecipare a qualcuno dei loro incontri, se vi capita l'opportunità.

giovedì 17 aprile 2014

Arte al nido

Negli ultimi anni si sta diffondendo un interesse particolare per programmazioni di asilo nido, che hanno come oggetto l'arte e tutti i suoi derivati. Sono veramente adatte per i bambini in questa fascia di età? Che spunti possono offrire?

Ovvio che non si tratta di tradizionali lezioni di storia dell'arte e di iconografia classica. Il segreto sta nel "prendere spunto", nel ragionare su quello che l'arte ha da offrire per adattarlo all'asilo nido e ai bambini di ogni singola sezione.

Diversi testi pedagogici sull'organizzazione degli spazi e sulla gestione della vita al nido consigliano di mettere il bello a disposizione dei bambini. E cos'è il bello, se non l'arte?! In Cosa faremo da piccoli, Penny Ritscher descrive un angolo destinato ad accogliere le meraviglie che i bambini incontrano nel giardino del nido, a casa. Una sorta di esposizione di tesori provenienti dalla quotidianità: quanti artisti contemporanei hanno lavorato e lavorano su questo concetto? In realtà, è proprio l'atteggiamento di osservare, di tenere gli occhi aperti e di andare oltre alla realtà a essere una bella abitudine per i piccoli, ma anche per gli adulti.

In altri testi pedagogici, come ad esempio in quelli di Catarsi, si raccomanda di far fruire di opere d'arte ai bambini. Quadri fatti da qualche educatore con attitudini artistiche, riproduzione di immagini famose o libri che mostrino raccolte museali possono essere più che sufficienti per rendere familiare l'arte al bambino, già in tenera età. Oltre al lato estetico, si può agire su quella lettura delle immagini che sta alla base degli albi illustrati: ogni tela può diventare una storia. Provate a metterla davanti a un bimbo di 28 mesi e chiedetegli di raccontare: la favola verrà da sè. Ci ho provato con gli "scarabocchi" di Mirò e sono venute fuori delle narrazioni fantastiche. Provate per credere! ;)


Ci sono poi le tecniche grafico pittoriche da cui trarre qualche idea. Bruno Munari è un artista a tutto tondo e spesso ce ne dimentichiamo, ma se sfogliamo qualche suo libro, quante idee ci verranno in mente! Prima fra tutte la rosa fatta con lo stampo di insalata, ad esempio. Io comunque vi propongo 5 tecniche da rielaborare:

  1. Il dripping di Jackson Pollock è la tecnica caratteristica del pittore statunitense, secondo la quale il colore deve essere lasciato sgocciolare sulla tela. In che modo? Inventiamocelo: strizzando una spugna intrisa di tempera, spruzzandolo con spruzzini riempiti di acqua colorata, possiamo tenere il foglio in terra per facilitare la colatura dal pennello. Sarà comunque divertente vedere la goccia che si allarga sul foglio e l'effetto sarà davvero unico.
  2. Il puntinismo è di difficile realizzazione se si pensano ai minuscoli puntini tracciati da Seurat e Signac. Dipingere tondo però è bello: tondo come una patata, tondo come una carota tagliata, tondo come lo stampino di un biscotto, tondo come una pallina da tennis che lascia anche la striscia.
  3. C'è poi il collage, realizzato in tanti, tantissimi modi e qui il segreto è il riciclo: riutilizziamo pezzi di varie carte, da tagliare, strappare e incollare. Però voglio proporre anche un punto di vista alternativo. Conoscete Daniel Spoerri? E'un artista svizzero, famoso anche per aver pensato di assemblare oggetti di vita comune in composizioni che sembravano prendere vita. Ecco che mi viene allora in mente una selezione di oggetti naturali raccolti in giardino, attaccati su un cartellone oppure installati su un piano di creta. Mi vengono anche in mente piccoli oggetti di tutti i giorni messi a disposizione per creare composizioni di questo tipo: scatoline, chiavi, pezzi di stoffa.
  4. Lo scarabocchio è il tratto grafico che contraddistingue l'età sotto i tre anni e come accennavo prima, l'artista che sembra più avvicinarsi a questo stile è proprio Mirò, che oltretutto utilizza anche forme geometriche semplici e pochi colori, di solito primari. Osservare i dipinti, mettere a disposizione ii colori e poi lasciare piena libertà agli scarabocchi è di per sè la prima esperienza artistica che un essere umano può realizzare.
  5. La pittura materica è quella che ha spessore, che rende il dipinto un po'tridimensionale. Osservate bene i quadri di Van Gogh e vi accorgerete che la pittura non è stesa uniformemente, ma in alcune zone è più spessa, più rugosa, c'è più "materia". Per ricreare lo stesso effetto, le modalità sono tante: si può lanciare la tempera con un cucchiaino o con il pennello stesso per lasciare macchie più consistenti, oppure si possono usare spatoline o forchette per "raggruppare" il colore in alcune parti rispetto ad altre.
L'arte allena il cervello al decentramento, a mettersi nei panni dell'altro ed è un atteggiamento da assumere sin dall'asilo nido e da rinnovare fino a quando si è adulti. Ogni volta che si osserva un'opera è come viaggiare con gli occhi del pittore e apprezzare ciò che ha reso grande il nostro Paese nel mondo è una scommessa per il futuro.

giovedì 2 gennaio 2014

La sabbia: giochi al nido

La sabbia è un materiale unico nel suo genere: la sua consistenza e la sua adattibilità la rendono particolarmente adatta per i bambini da 0 a 3 anni. Le possibilità di offrire possibilità di gioco e attività con questo mezzo sono molteplici, ma un occhio di riguardo va sempre tenuto alla sua manutenzione. La sabbia va pulita e disinfettata ogni giorno, soprattutto quando si tratta di sabbiere dove i bambini entreranno interamente, per evitare il contagio da malattie più o meno fastidioso (da impetigine a dermatiti).

Le grandi vasche di sabbia, che troviamo spesso all'interno e in maniera particolare, all'esterno degli asili nido, sono indicate per attività a tutto tondo: i bambini possono immergersi con tutto il corpo oppure utilizzare palette e secchielli per attività di travaso fine. Si possono anche sostituire con grandi catini riempiti e gli oggetti che possono accompagnare i bimbi nei loro giochi possono essere molteplici: cucchiaini, setacci, mulinelli, foglie e rametti... tutto ciò che può stimolare la fantasia insomma!

Nel Nord Europa in quasi tutti i giardini pubblici possiamo trovarci una sabbiera, mentre nel nostro immaginario spesso l'uso della sabbia è legato all'estate, al mare e confinato in una di quelle faticose attività sporchevoli che prevedono una lunga preparazione, un altrettanto lunga sistemazione degli ambiente e un'accurata ripulitura dei bambini. La sabbia è in realtà un materiale, che, come l'acqua, ha poteri straordinari sui bambini: rilassa, stimola la creatività, favorisce sensazioni tattili, la si può manipolare e travasare, ci si possono nascondere mani e piedi che poi riappariranno dopo qualche istante.

Una sabbiera a forma di nave in Austria

La risorsa catartica della sabbia è stata studiata per la prima volta nell'ambito junghiano dalla svizzera Dora Kalff nella metà degli anni Cinquanta. Dopo aver partecipato a una conferenza sulle tecniche di Margaret Lowenfeld sull'uso di sabbia e acqua per realizzare una sorta di gioco mondo di tipo diagnostico, la Kalff inizia ad interessarsi del materiale per approfondire la conoscenza dei disturbi di cui erano affetti i ragazzi di cui si occupava. Ed ecco che viene elaborata la Scatola azzurra, un grande contenitore di legno del colore del cielo nel quale il bambino poteva giocare liberamente con sabbia e altri strumenti naturali, raccontando storie e ricreando situazioni.

Essendo una sorta di sabbiera concentrata, la tecnica è stata spesso riportata all'asilo nido, tralasciando il suo valore proiettivo e psicologico. Può essere un buon compromesso di sporchevolezza e dimenticandoci delle regole su dimensioni e oggetti da utilizzarvi dettate dalla Kalff, può esere ben calibrata su ogni gruppo sezione. La scatola azzurra dovrebbe essere abbastanza grande se si vogliono realizzare attività di gruppo (3-4 bambini) ed ovviamente più piccola, se invece si predilige un'azione individuale. All'interno la sabbia potrebbe essere sostituita dalla terra oppure si può introdurre un po'd'acqua per aumentare la plasticità. Si possono fornire solo materiali naturali (sassi, rametti, cortecce, conchiglie) oppure offrire pupazzetti, animali, casine e macchine per ricreare veri e propri scenari urbani. Si possono dare dei temi legati a racconti. Insomma... le opzioni sono davvero tante!

La scatola azzurra è comunque uno strumento didattico che permette di lavorare, oltre che sulla manipolazione, anche sul potenziamento dell'attenzione, sulla fantasia e sulle capacità linguistiche dei bambi, che riporteranno a parole quello che rappresenteranno. Inoltre può semplicemente essere un'occasione di divertimento con un materiale di gioco assolutamente unico nel suo genere.


Breve sitografia sull'argomento:
L'analisi con il gioco della sabbia, libro sul lavoro di Dora Kalff
La scatola azzurra, articolo di Paola Tonelli su Bambini

lunedì 21 ottobre 2013

Zucca... di Halloween e non solo!



Ormai la zucca è diventata un must di stagione, ma proviamo a pensarla al di là della sua veste "stregata" di Halloween e riusciremo a realizzare delle attività altrettanto divertenti con i nostri bambini. Certo, svuotarla, inciderla con una faccia spaventosa, illuminarla con una candela e al buio cantare tutti insieme la canzone delle streghe, ha il suo fascino.

Avete mai pensato a far svuotare la zucca ai bambini? La sua pancia è piena di materiali viscidi, filamentosi, di semini: un tripudio di sensorialità! In più, aprendola solo dall'alto, immergervi la mano per tirare fuori il contenuto, sarà una vera e propria sfida per i più coraggiosi.

Con la zucca si può anche dipingere e in tanti modi. La tecnica più veloce e di tagliarne dei pezzi da usare come "pennello-stancil", una volta immerso nella tempera. Se si vuole però preparare una crema con il minipimer, i bimbi potranno divertirsi a stendere con le mani il composto su fogli, più o meno grandi., e in questo caso, oltre al piacere di "lasciare una traccia", si sperimenterà anche con il tatto, l'olfatto e...perchè no?! il gusto.

La sua forma è poi semplice e ritagliando dei fogli che la ricordino, si possono riempire con pezzetti di carta arancioni o brandelli di stoffa dello stesso colore, utilizzando la tecnica del collage. Se la carta è resistente si può colorare anche con un composto di tempera e zucchero (o sale) per rendere il lavoro più "materico".

Consiglio poi di mettere da parte i semini: potranno diventare un materiale naturale da utilizzare per i travasi.





lunedì 6 maggio 2013

Lasciamo un'impronta

Chi lo ha detto che si può lasciare traccia solo con le dita e con le mani?

Immergere i propri piedi nel colore e stampare un'impronta su un cartoncino può essere ancor più soddisfacente. 

Un'idea potrebbe essere quella di preparare un percorso pedotattile: passare sulle foglie (secche o appena raccolte), su stoffe setose, su erba, su grandi sassi, su carte di diversa consistenza, sulla tempera e infine...immergerli in una bacinella d'acqua. Si possono proporre solo materiali naturali o lo stesso materiale di tipologie diverse.

Potrebbe essere un bel ricordo anche per la fine dell'anno.

Si sentono con i piedi sensazioni più vere e meno filtrate, si mettono in gioco emozioni, si fanno i conti con  le paure (soprattutto con quella di sporcarsi), si utilizza meno la vista e ci si gode di più l'emozione, si lavora sull'equilibrio e la postura e poi...quanto è divertente!



Per i più curiosi: date un'occhiata al post sul Labirinto di Bled e all'attività Forest Track

martedì 26 febbraio 2013

Un libro di emozioni

Parlare di emozioni non è mai cosa semplice e farlo al nido, assumendo un metalinguaggio adeguato, diviene un'operazione complessa che prevede una buona progettazione. Eppure raccontare e raccontarsi quello che si prova, dare un nome a un moto interiore, riuscire insieme a trovare i modi per gestirlo è un buon allenamento di crescita, che permette al bimbo di migliorarsi in un contesto sicuro e protetto.

Nella fascia di età 0-3 i bambini sono in preda alle emozioni: rabbia, felicità, disperazione. Riuscire a contenerli e a indirizzarli è compito dell'adulto e spesso è più che sufficiente usare la fisicità per star loro vicini, sostenerli, calmarli. L'espressione corporea è anche un buon modo per manifestare tutte le emozioni represse e le attività di psicomotricità hanno questa valenza: sia che si danzi su musica rilassante, sia che si muovano teli colorati, il nostro corpo diventa una tela su cui dipingiamo quello che teniamo dentro di noi.

www.asili-nido-roma.it 

Le attività grafico pittoriche inoltre sono un altro buon mezzo di espressione, da pianificare alla fine della psicomotricità o in maniera indipendente da essa. Talvolta può essere obiettato che il bambino sotto i 3 anni non ha ancora le capacità per associare un sentimento al segno grafico. In realtà diverse ricerche smentiscono tale credenza ( al riguardo consiglio un testo agilissimo della Junior, Lo scarabocchio al nido) e in ogni caso disegnare e pitturare sono attività che coinvolgono corpo e mente, anche solo in maniera inconsapevole.

Conosciamo la valenza affettiva della lettura dei libri e gli albi illustrati sulle emozioni sono tantissimi e alcuni di essi sono anche davvero belli. Il mio preferito è senza dubbio Che rabbia!, un vero e proprio tormentone in tutti i nidi in cui ho lavorato. Mi piace perchè è veritiero: funzionerebbe anche con gli adulti! E poi sono proprio tutti quei sentimenti negativi, di cui i bimbi non conoscono il nome e da cui si lasciano sopraffare, che meritano un'attenzione particolare.

Un altro mezzo efficace è costruire un libro con le facce dei bimbi della sezione per rendere la lettura ancor più coinvolgente. Ovviamente il riferimento è per una sezione di Grandi: allenarsi a "fare boccacce" a seconda dell'emozione provata può diventare un gioco divertente. Fotografare questi momenti e poi raccoglierli in un album di sezione può permettere ai bambini di visionare la documentazione come se fosse un vero e proprio libro. Il valore della lettura accresce di significato perchè in questo caso i protagonisti sono proprio i bambini che stanno leggendo. 

Iniziare a dar valore alle emozioni è un buon modo per abituare i più piccoli a farlo anche in futuro e saperle gestire è una conquista per ogni adulto equilibrato.

domenica 3 febbraio 2013

L'inverno &... il ghiaccio

D'inverno fa freddo e qual'è la cosa più fredda che conoscete? Il ghiaccio ovviamente!

Lavorare con il ghiaccio permette di utilizzare molteplici capacità sensoriali e con i più grandicelli anche di sviluppare capacità di discernimento alternando stimolazioni tattili diversificate.

Possiamo "conoscere" pezzi di ghiaccio, toccarli, assaggiarli, con le mani, con i piedi... fino a che non si sciolgono. Potremmo predisporre cubetti classici oppure quelli di diverse forme e utilizzare recipienti per contenere l'acqua.

Potremmo dipingere con il ghiaccio, utilizzando pezzetti fatti gelare con colori naturali o addirittura con prodotti alimentari: in questo caso anche il gusto farà esperienza! Anche le amiche di Mille Idee da fare al Nido propongono una bellissima attività di questo tipo.

Con i grandi possiamo provare a proporre i contrasti del freddo e del caldo.  Acqua fredda e acqua calda: immergervi le mani in maniera alternata, magari giocando con delle spugne potrebbe essere una valida alternativa: Vento freddo e vento caldo: con l'aiuto di un phon, "maneggiato", da un adulto i bimbi si divertiranno a saltare e a ballare sulle note di una melodia, pensata ad hoc, e con teli colorati, potremmo fingere di "diventare" il vento. Gelato e thè: associare un ghiacciolo o un gelato all'assaggio di una bevanda calda. 

Consigli su colonne sonore "ventose", che potranno accompagnare attività di motricità e rilassamento:

  • Per riprodurre i suoni: http://www.youtube.com/watch?v=SRadFidgoXU http://www.youtube.com/watch?v=yRy58bZNU4Q
  • Musica da meditazione e rilassamento con melodia lenta: http://www.youtube.com/watch?v=U-Bjp7-ud7E
  • Musica lounge a tema: http://www.youtube.com/watch?v=6k0Qbq-33AA
  • Musica indiana: http://www.youtube.com/watch?v=c0pQf-2I__Q
  • Percussioni arabe ispirate al vento: http://www.youtube.com/watch?v=opVd7rifoK4

Provate a chiudere gli occhi e a pensare a cosa vi viene in mente?



martedì 29 gennaio 2013

L'inverno &... la neve

La neve è l'elemento invernale per eccellenza, anche se in tante zone d'Italia non è possibile uscire in giardino per giocare a tuffarsi nel magico mare bianco, già di per sè attività divertentissima. In tal caso, la creatività può darci una mano!

Innanzitutto potremmo preparare una stanza nevosa disponendo teli e carte con luci soffuse e una musica rilassante di sottofondo per poter godere di un paesaggio innevato indoor. Riuscire a fare una breve psicomotricità in tale ambiente può diventare davvero piacevole.

Potremmo poi giocare con gli "abiti" da neve a travestirci da sciatori: sciarpe, cappelli, guanti e perchè no?! occhialoni e giacche a vento dismesse. Alla fine della giornata di sci è sempre piacevole ristorarci con una bella cioccolata calda (o tè caldo) e berla tutti insieme può diventare un bel momento conviviale (rovesciata su fogli di carta può diventare un'attività manipolatoria pittorica; vale anche per il tè che lascia macchie giallo-marroncine).

Progettare attività grafico- pittoriche sulla neve è davvero semplice: consiglio di lavorare con cartoncini blu o neri per dar rilievo al candore della neve. Si possono sminuzzare pezzi di carta, arrotolare palline con carta igienica, usare piccoli pezzetti di alluminio e incollarli sul foglio. Si può usare la tempera a dita, lasciando le impronte con un solo dito. Si può usare un impasto di acqua e farina (o tempera bianca e zucchero) per dare "corposità" alla composizione. Le possibilità sono tantissime!!!

Le letture sull'inverno sono numerosissime, ma su tutte consiglio Era inverno, albo illustrato minimalista ma di grande impatto, e Lisa in inverno, che come tutti i libri della Clavis diverte in maniera semplice e intelligente.



domenica 20 gennaio 2013

L'inverno &... i pinguini

Pensando a come si possono far lavorare i nostri bambini sul tema dell'inverno in maniera diversificata, ho pensato ai pinguini, i teneri animali polari tornati alla ribalta con Happy Feet. Ecco alcune idee di attività da realizzare insieme ai vostri bambini:
  • BALLIAMO LA DANZA DEL PINGUINO: si può camminare come i pinguini oppure ballare il Ballo del Pinguino (nel link una delle tante versioni)
  • COLLAGE: alternando carta o stoffa bianca e nera
  • STAMPINO CON LA PATATA: su un foglio nero preritagliato con la sagoma del pinguino, si può stampare con la patata intrisa di tempera bianca la sua panciotta
  • RIEMPI LA PANCIA: sempre sulla solita sagoma nera si può incollare cotone o laniccio bianco per realizzare una pancia morbida.
  • LETTURE: i libri sui pinguini, tattili, pop up, albi illustrati sono molteplici. Vi consiglio il mio preferito "Chi trova un pinguino". Da essi si può trarre spunto per attività di marionette, calzini in disuso trasformati nei personaggi del testo o narrazioni partecipate.


  • FOTO E VIDEO: mostrare ai bambini come sono fatti davvero i pinguini attraverso libri di zoologia o semplicemente stampando foto di pinguini, dei loro cuccioli, dei loro modi di vita e rilegandoli in una sorta di albo fotografico. I neonati sono davvero carini! Mostrare brevi pezzi di documentari sull'argomento (solo per i più grandi e favorendo il piccolo gruppo): ascoltare il loro verso, vedere davvero come camminano, come mangiano, come si muovono.
  • ADOTTARE UN PINGUINO: a fine percorso potrebbe essere carino coinvolgere i genitori nell'adozione di un esemplare tramite il WWF

sabato 12 gennaio 2013

Travasare...che passione!

I travasi sono una delle attività più proposte al nido perchè riescono ad impegnare e a divertire sia i bimbi più piccoli che i più grandicelli. Riuscire a versare in un ciotolino per poi riversarlo in un altro ancora diventa un vero e proprio lavoro. Osservare le loro facce serie serie e concentrate è sempre una vera sorpresa e viene da meravigliarsi ancora di più quando si considera il periodo di tempo, di solito molto lungo, che utilizzano per questa attività che non sembra mai stancarli.

Oltre a stimolare la motricità fine e il coordinamento oculo-manuale, mette in campo diverse emozioni legate alla sensazione dei materiali sulla pelle. Le farina gialla è granulosa, quella bianca è soffice, i fagioli sono lisci. Molto utile durante l'ambientamento: il bimbo riesce ad allenare la comparsa e la scomparsa nel contenitore, proiettando l'azione sui suoi sentimenti nei confronti della figura parentale, che si allontana ma torna sempre dal suo bambino.

Proporre in maniera diversificata il travaso può essere una tecnica per non cadere nella banalità. Possiamo organizzarla da seduti con vecchi vasetti di yoghurt, bottigliette di vetro, ciotole di metallo, cucchiai, colini: la differenza dei materiali dei contenitori è importante a livello sensoriale. Nei pentolini trasparenti il bimbo riesce a vederne il contenuto; bottigliette e piatti hanno misure di "riempimento" diverse; i fagioli secchi fanno rumori diversi se versati nel metallo e via dicendo.

In questo caso si può pensare di "delimitare" il territorio del bambino con un vassoio più grande nel quale ogni bimbo può svolgere la propria attività. Si può anche, al contrario, gestire l'attività in maniera totalmente diversa offrendo loro una location più libera: un grande telo o tovaglia di plastica stesa in terra, il materiale rovesciato sopra e i contenitori a disposizione. Consiglio in questo caso di prediligere il piccolissimo gruppo, poichè la situazione può degenerare nel caos.


Vasche più o meno grandi possono essere un'altra alternativa validissima. Ci sono tavoli appositamente progettati per travasare in gruppo e in piedi, ma anche grandi catini possono diventare divertenti maxicontenitori per gli oggetti da travasare e... per i bambini stessi!

I materiali da travasare sono tantissimi: legumi secchi, pasta cruda di varie forme e dimensioni, farina gialla, farina bianca. Non dimentichiamoci quelli liquidi cremosi (passato di verdura avanzato, pomarola, cioccolata calda...) e acqua, che per le loro diverse consistenze divengono anche una piacevole attività sporchevole.

martedì 30 ottobre 2012

Questo è Halloween

Giunti alla vigilia della festa autunnale ormai entrata anche nella tradizione italiana, mi chiedo come nei vostri asili e scuole festeggerete Halloween.

Ogni anno la discussione è aperta: è una festa pagana, non ha senso festeggiare, ma... è pur sempre un evento che attrae i bambini. Giocare con le paure, travestirsi da ombre, radunarsi intorno a una zucca illuminata sono azioni che fanno divertire i più piccoli (ma anche i grandicelli).

Di solito al nido, si preparano i bimbi con le canzoncine delle streghe e si accende una zucca intagliata per festeggiare tutti insieme. Mi è capitato di proporre alcune esperienze: ragnatele disegnate con gessetti su sfondo nero, fantasmini fatti con l'impronta delle mani, zucche dipinte con il ripieno della zucca, leggere libri paurosi al buio. 


Cosa farete per festeggiare? Avete già fatto qualche esperienza?

martedì 9 ottobre 2012

Le melagrane: attività d'autunno


Mostrare ai bimbi le melagrane, tagliarle insieme, toglierne i semini e metterli su un tavolo su cui abbiamo preparato un cartoncino bianco. Si può annusare, assaggiare, schiacciare, lasciare una traccia...

CHE SCOPERTA!!!

sabato 6 ottobre 2012

Con le mani, con il corpo, con la mente

Volevo consigliarvi un libro, che per me è divenuta una sorta di Bibbia per l'asilo nido: Con le mani, con il corpo, con la mente. Cronache del fare nei servizi 0- 3 anni di Modena, a cura di Mila Bennati, Simona Cristoni e Francesca d'Alfonso e edito da Junior (prezzo 19,20 €).


E'un manualetto molto pratico che raccoglie vari tipi di attività, non tanto per "copiare" ma su riflettere su metodologie, programmazioni, materiali. Ogni attività ha infatti una scheda in cui la si descrive brevemente, si esplicitano finalità educative e ruolo dell'educatore e infine si specifica cosa occorre predisporre per la realizzazione, modalità e tempi. Una buona base da cui partire anche per chi non ha mai scritto una programmazione educativa.

Può sembrare un surplus pianificare così nel dettaglio, ma in realtà non lo è. 

Avete mai pensato a come presentate le attività ai vostri bambini? Ecco, riuscire a farlo in maniera efficace, incuriosendoli al punto giusto, senza spaventarli, rappresenta già il raggiungimento di un obiettivo: avvicinare il bimbo a qualcosa di nuovo, invogliarlo all'esplorazione.

Avere modalità comuni di gestire i diversi momenti al nido è una garanzia, sia per i bambini sia per il gruppo educatori: la continuità è sempre un'arma vincente.

I capitoli sono suddivisi per aree di esperienza (grafico pittorica, motricità, musica, lettura...). Insomma un libro utile per chi ricerca modalità di programmazione più efficaci.

mercoledì 3 ottobre 2012

Attività d'autunno al nido

L'autunno è forse la stagione che preferisco per progettare attività, perchè offre davvero numerosissimi spunti e tutti ricollegabili all'amore per la terra. E' una stagione di riposo, di preparazione per l'inverno, è una stagione di tranquillità.

In autunno cadono le foglie e perchè non armarsi di cestini e uscire in giardino a raccoglierle? Si possono poi fare collages con il materiale messo insieme oppure ricalcarne forme e venature o ancora, usarle come stampino con la tempera. Si può anche creare una sorta di percorso sensoriale: una stradina di legnetti, che poi si trasforma in un letto di foglie e infine in grossi e freschi sassi: camminarci a piedi scalzi sarà una scoperta!


In autunno si vendemmia e se le educatrici allestiscono uno "spazio- vigna" con l'uva appesa, si può giocare alla raccolta. Mettendo l'uva in un catino la si può schiacciare con i piedi come si faceva una volta. Anche prendendo ad esempio il grappolo d'uva, si possono pensare tante attività grafico pittoriche, come ad esempio quella di usare tappini intrisi di tempera.

L'autunno è la stagione dei funghi e delle castagne. Ci si può mettere d'accordo con i genitori e consigliare loro di fare un giro nel bosco con i loro bimbi nel fine settimana; il lunedì mattina i bambini porteranno al nido i loro tesori: un riccio di castagna, un funghetto, del muschio... 


Si possono far assaggiare le castagne ai bambini, giocare con i gusci vuoti e toccare con delicatezza gli aculei del riccio. I funghi hanno una forma abbastanza semplice e possono essere un bello spunto per attività di collage con stoffe di diversa consistenza.

Con i reperti autunnali (foglie, legnetti, terra, muschio...) si può anche creare un librone da sfogliare, toccare e annusare durante l'anno.

L'autunno è una stagione che riavvicina ai frutti della nostra terra: è nostro dovere trasmetterlo ai bambini. 

venerdì 4 maggio 2012

Chi scrive, chi legge


E’un titolo strano per il concorso realizzato annualmente tra tutte le scuole fiorentine, ma coglie in pieno la grande varietà di mezzi espressivi che concede ai partecipanti. Il tema del concorso infatti può essere affrontato tramite disegni, prose, poesia, manufatti, elaborati multimediali e tutto quello che nasce dalla creatività infantile.
Ieri pomeriggio si è svolta a Palazzo Vecchio, nel Salone dei Cinquecento la cerimonia di premiazione. 

E’intervenuta l’assessore alla Pubblica Istruzione, Rosa Maria Di Giorgi, che ha aperto il pomeriggio. Dopo l’inno d’Italia, intonato dagli allievi della scuola Ghiberti, i bambini e gli insegnanti premiati sono stati richiamati sul palco: dall’asilo nido fino alle scuole secondarie di secondo grado.


Il tema di quest’anno era il Viaggio: uno e tanti e diversi viaggi. E’stato bello entrare nel salone e vedere tele colorate realizzate dai bambini, dove il colore che spiccava di più era il blu. Il blu del cielo, il blu del mare, il blu della libertà, il blu di Chagall.

La poesia della creatività dell’infanzia si è fusa con l’eleganza della corte signorile: vedere bambini che gattonavano lungo la guida rossa in mezzo al Salone fa sognare un futuro che pur radicato nelle tradizioni sia in mano ai giovani di domani. 

lunedì 19 marzo 2012

E’primavera, svegliatevi bambini!

La primavera ormai è alle porte. Il primo sole fa venire voglia di abbandonare sciarpe, cappelli, cappotti pesanti per godersi le gioie dei primi caldi.

Nei nidi si esce più spesso e volentieri: è quasi un dispiacere distogliere i bambini dai loro giochi di manipolazione con la terra, di osservazione di fiori e foglie e di corse sfrenate nei prati. Si pensano anche attività a tema, specialmente in previsione della Pasqua e del conseguente (eventuale) lavoretto da portare a casa ai genitori.
Il libro che accompagna il cd di Lauzi, illustrato da Altan, editore Gallucci
Ovvio che sfruttare le potenzialità di uno spazio aperto e naturale è una naturale continuazione col tema della rinascita che offre spunti e idee continue: piantare, coltivare, guardare, raccogliere, accarezzare, annusare, fare pic nic. La primavera fa rinascere anche i sensi! E’poi importante per il bambino vivere questo spazio altro, non racchiuso da quattro mura sia per la motricità (e di conseguenza tono muscolare, postura,…) sia per le potenzialità immaginative e conoscitive che il mondo vero ha sui più piccoli.

Per quanto riguarda attività grafico pittoriche i colori della primavera offrono un’ampia gamma di sperimentazioni: si possono fare timbri di fiori, spugnature di coccinelle, impronte di mani che diventano farfalle.

Un anno al nido, associammo la stagione anche a un animale che con la primavera si risveglia, la tartaruga. Ne facemmo arrivare una al nido con cui i bambini poterono giocare, leggemmo libri illustrativi e guardammo anche brevi filmati sull’argomento. Un bel filo conduttore fu sicuramente la canzoncina di Bruno Lauzi, che insegna ad assaporarsi la lentezza.

lunedì 5 marzo 2012

Giochiamo con il cibo

A tavola si sta composti, non si tocca il cibo, non bisogna farlo uscire dal piatto né toccarlo con le mani e non ci si deve assolutamente sporcare. La mamma a casa vuole che il suo bimbo stia seduto, ma anche al nido ci sono un bel po’di regole da imparare. Poi un giorno ecco che tutto cambia…

Davanti al piatto di spinaci non serve più il bavaglio, non si devono mangiare le verdure e si devono prendere con le mani. Sono un po’mollicci ma il colore che lasciano sul foglio assomiglia a quello dell’erba del giardino. Hanno un odore strano e mi bagnano le mani, ma forse questa roba verdastra non è poi tanto male.

Rose nell'insalata- Bruno Munari, Corraini Editore
Ogni anno, nelle programmazioni entrano a far parte attività basate sui prodotti alimentari, sia per motivazioni legate alla non tossicità degli alimenti, sia per il loro reale valore ludico. I cibi riescono a stimolare tutti i sensi con le loro proprietà organolettiche: hanno un colore, una consistenza tattile, hanno un odore, un sapore. I bambini spesso li conoscono bene ma proporli come attività di manipolazione, di travaso, di pittura potenzia il pensiero altro, che annulla la funzionalità principale dell’oggetto per attribuirne un’altra in maniera fantasiosa. Si usa dunque il pensiero divergente, quello che porta a reinventare l'utilizzo di un oggetto comune, stimolando la creatività e facendo divertire.

All'asilo abbiamo usato spinaci, carote tritate, arance, passato di pomodoro, rape rosso, thè, cioccolata liquida per dipingere con la loro naturale colorazione. Abbiamo dipinto con patate, insalata, carote, radicchio, mele, facendoli diventare stampi da immergere nella tempera, proprio alla maniera di Bruno Munari, come nell'immagine. Abbiamo usato le spezie per fare attività olfattive. Ho usato farine bianche, gialle, di castagne, legumi secchi, pasta per travasi e manipolazione.

Quando ho proposto queste attività ai bambini sentivo anche io, nel mio intimo, di trasgredire, di fare un qualcosa di proibito. Ci sono tanti tabù legati all'alimentazione, tante regole prefissate e rigide che entrano nel profondo, specialmente nella fascia di età 0-3. A mio parere, attività di questo tipo rappresentano spazi protetti in cui il bambino può veramente esprimersi in maniera libera e totalizzante: pochi altri mezzi offrono le potenzialità sensoriali dei cibi. 


E poi se ci scappa un assaggino… che male c’è?!

lunedì 16 gennaio 2012

Sporcarsi è bello!

Sporcarsi va oltre alla macchia di colore che si vede su un vestito o su una mano. Sporcarsi è un'azione sovversiva, che rompe uno dei primi tabù inculcato ai bambini. I grandi dicono che bisogna mettere il bavaglio prima di mangiare, che si usa la forchetta altrimenti le mani si impiastricciano di pasta col pomodoro, che non si salta nelle pozzanghere, che non ci si rotola nei prati di erba appena tagliata.... Ma ad un certo punto, il bambino arriva al nido e l'educatrice lo invita a immergere le mane in un piatto di tempera colorata o addirittura di quella passata di pomodoro che la mamma aveva detto di non toccare. E adesso? Quanti bambini rimangono interdetti di fronte a quest'azione? Ovvio che all'indecisione concorra anche la paura per un materiale sconosciuto, ma è davvero tutto nuovo: la sensazione visiva e tattile di qualcosa che altera la pelle è qualcosa di straordinario!!Ritagliare degli spazi riservati alla libera espressione dei bambini è una valvola di sfogo, ma allo stesso tempo un laboratorio di esplorazione sensoriale e emozionale di valore inestimabile.