martedì 18 dicembre 2012

S.O.S. TESI

Ciao ragazze!

per una volta mi permetto di usare il blog a scopo personale. Sto facendo una tesi sul rapporto tra educatori e internet. Ve la sentireste di rispondere a delle brevissime domande? Se vi interessa, vi invio il questionario via mail. Ovviamente i vostri dati saranno poi trattati in maniera anonima.

Vi ringrazio per l'attenzione e se siete interessate...contattatemi pure
valeps@hotmail.it


venerdì 14 dicembre 2012

L'Arboretum didattico di San Marino

Durante una passeggiata autunnale mi sono imbattuta per caso nell'Arboreto didattico Ca' Vagnetto di San Marino. E'uno spazio verde, posto lungo un sentiero di trekking che ripercorre l'antico passaggio ferroviario
e da un po'di tempo è anche aperto al pubblico.


E'possibile effettuare visite guidate alla scoperta delle diverse specie di piante e arbusti conservati nell'ampia superficie suddivisa in sette zone (a seconda dell'origine della flora). Indicazioni e cartelli esplicativi accompagnano la passeggiata lunga più di un chilometro.



Un interessante modo di fare scuola: uno spazio aperto alla cittadinanza che accoglie le famiglie e allo stesso tempo diviene materia di studio. Utile per i giovani alunni per stare all'aria aperta e conoscere le piante, la loro crescita, il susseguirsi delle stagioni.

Ecco il link del progetto didattico dell' Arboretum Ca' Vagnetto

lunedì 3 dicembre 2012

Buon compleanno, Asilo Nido!

Ieri si commemorava il 41° della L. 1044, istitutiva degli asili nido. E'una norma rivoluzionaria, che cerca di venire incontro alle esigenze delle madri lavoratrici, ma è pur sempre di stampo assistenzialistico. Il nido è definito come "servizio sociale di interesse pubblico".

Tanto è stato fatto da quella data e tanto, a mio parere, distrutto.

Il potenziale educativo dei nidi è stato sviscerato e asili italiani sono ad esempio nel mondo per le loro metodologie didattiche tese ad incrementare l'autonomia del bambino: penso a Reggio Emilia e a San Miniato, due eccellenze nostrane.

Ma siamo sicuri che la situazione sia ancora in fase di progresso?

Lavorandoci tutti i giorni, vedo l'urgente insorgenza di problematiche nuove, che tante volte non siamo pronti a sostenere e il nido viene ancora schiacciato al mero assistenzialismo. 

Accogliere culture altre significa poter contare su sostegni talvolta inesistenti. La gestione comunale sembra sempre più inadeguata e il "mercato" dei nidi viene cavalcato dai cosiddetti "parcheggi per bambini" (la traduzione inglese non ne modifica il senso). Non si investe più sull'infanzia ed è una grave rinuncia per il futuro dei bambini di oggi.


Buon compleanno, Asilo Nido: con l'augurio che tornerai a essere un'eccellenza per i nostri figli.

lunedì 26 novembre 2012

Educhiamo al genere

Ieri la Giornata contro la violenza sulle donne ha dato modo di riflettere su come riuscire a prevenire tali crimini: certo leggi più punitive diventerebbero un bel deterrente, ma siamo sicuri che possano bastare?

Rispondendo al questionario inviatomi da una laureanda tramite un gruppo di Facebook, ho pensato alle mie pratiche quotidiane al nido: che peso ha il maschile e il femminile in questa fascia d'età?

A mio parere, in questa fase non si dà molto spazio all'educazione di genere, perchè ancora sembra non essercene bisogno: i bambini sono liberi dagli stereotipi sociali, ma ben  presto si accorgeranno delle differenze che contraddistinguono maschi da femmine.

"Perchè le bambine fanno la pipì sedute?" mi chiedeva un bambino di 3 anni.
"Perchè i maschi si vestono tutti di blu?" mi chiedeva una bimba della stessa età.

Quando iniziano a disegnare con maggiore competenza, ci si accorge che la caratterizzazione dei personaggi nei ritratti infantili subisce l'influenza culturale in maniera inesorabile: donne con le gonne e i capelli lunghi, maschi grandi e grossi.

Varrebbe la pena progettare attività e interventi volti a favorire la valorizzazione e l'integrazione delle diversità di genere sin dall'asilo nido. Parlarne in gruppo potrebbe portare a nuove idee... Voi che ne pensate?

La violenza è causata dall'ignoranza. Parlare di stereotipi, differenze di genere, emozioni non è tempo sprecato, è tempo di conoscenza.

martedì 20 novembre 2012

I diritti dei bambini

Oggi è la Giornata mondiale internazionale per i diritti all'Infanzia e all'Adolescenza. 

Celebrare i bambini significa celebrare il nostro futuro, ricordarsi che anche se non hanno diritto di voto, hanno necessità che noi adulti abbiamo il dovere di garantire loro. 

Il diritto dei bambini a GIOCARE è oggi più che mai dimenticato a causa di logiche sociali che impongono una crescita massiva e velocizzata. Prendersi il tempo per correre in un prato o per inventare storie con una bambola, far finta di essere un pirata o dare la mano all'amico per fare un girotondo sono azioni che hanno un valore educativo insuperabile. Ricordiamocelo e passiamo il messaggio tramite le nostre scuole e i nostri asili! Vedere bambine truccate o bambini campioni in qualche sport ad ogni costo è per me una sconfitta per tutti noi.

Buona Giornata ai bambini di oggi, a noi, bambini di ieri, e a tutti i bambini che verranno!




lunedì 19 novembre 2012

Riunioni interattive

Alla parola riunione si associa sempre un'espressione di noia. Fateci caso: "Oggi non posso: ho una riunione! Uff!", "Devo andare alla riunione!", "Faccio tardi! Ho quella riunione". Che si tratti di lavoro o condominio o scuola, l'immaginario comune è quello.

Ho sempre pensato con gioia alle riunioni al nido: sono dei momenti in cui gli adulti si possono davvero incontrare in una dimensione tutta loro e finalmente parlare e confrontarsi con la giusta calma. Penso agli scambi di informazioni giornalieri: troppo spesso frugali, troppe cose da dire.

Allo stesso tempo, credo che un'assemblea monodimensionale sia di un tedio estremo. Ho assistito a riunioni in cui una o più educatrici parlavano ai genitori (spesso disposti in cerchio) in maniera quasi ininterrotta per circa un'ora: sono morta di sbadigli anche io!

E' dunque doveroso, oltre a individuare una scaletta con gli argomenti da trattare in maniera sintetica e esaustiva, creare dei momenti di scambio reciproco. Il passaggio di parola è un buon modo per dare l'idea di un équipe unita dove ognuno ha una sua dimensione, ma gli argomenti da trattare devono essere ben condivisi, senza improvvisare troppo.

Prendere un té con i genitori aiuta a rompere il ghiaccio: ci si pone tutti su un piano più informale, abbattendo barriere difensive. Giochi o attività possono essere altrettanto utili, ma consiglio di progettare in base al gruppo che si ha di fronte: è fondamentale calibrare l'offerta sui genitori a cui ci si rivolge altrimenti si perde l'attenzione degli stessi oppure si creano inutili imbarazzi.

Infine un ottimo escamotage può essere quello delle foto o di brevi filmati di vita al nido, da proiettare al muro o semplicemente da far scorrere sullo schermo di un computer. Sostengono i discorsi e un'immagine vale più di mille parole.

martedì 6 novembre 2012

Il significato dei voti

Ogni tanto aiuto ragazzi di medie e superiori a fare i compiti; parlando con loro, mi rendo sempre più conto dell'inutilità dei voti scolastici. Non si valuta l'impegno, il processo che ha portato a quel risultato; non si valuta la qualità di un lavoro. Sempre più spesso mi accade di vedere lavori giudicati con la stessa superficialità con cui si dicono essere realizzati.

Tante volte interviene anche il cosiddetto effetto Pigmalione: Rossi non è una cima in italiano, che tema potrà mai avere fatto?! Se gli metto 5 e mezzo, non gli faccio altro che un regalo. Non ci si lascia sorprendere da studenti, che magari realmente faticano a raggiungere risultati prefissati, ma che ci provano con tutti loro stessi.

Allora vale la pena di tacciarli con un brutto voto?

Le reazioni degli studenti passano dall'indifferenza alla commiserazione di se stessi. Ho parlato con quindicenni sicuri che non sarebbero mai migliorati in una materia, perchè ormai sapevano di non essere "bravi". Altri ergono un muro nei confronti di professori, incapaci di comprenderli: questo muro significherà anche disinteressa per la disciplina dell'insegnante e sfiducia per la scuola in generale.

Mi rendo conto che il mestiere del professore sia assai difficoltoso, specialmente nell'attuale situazione storica italiana. Mi accorgo anche che questa non è la regola: ci sono insegnanti molto disponibili e aperti al confronto con i loro studenti. Ma la riflessione che faccio non è sulle singole persone, è sul sistema in generale.

Ha realmente un senso dare un brutto voto?

Stilare una sorta di classifica dal più al meno bravo porta davvero all'apprendimento?

Mi sembra che tutto questo vada contro i concetti di empowerment in cui tanto credo e penso anche che minare l'autostima di un ragazzino in età preadolescenziale possa arrecare gravi danni.

Forse è una sorta di preparazione a una società che seleziona e etichetta in maniera continua e secondo i criteri del successo e della furbizia. Il merito è un'altra cosa.

martedì 30 ottobre 2012

Questo è Halloween

Giunti alla vigilia della festa autunnale ormai entrata anche nella tradizione italiana, mi chiedo come nei vostri asili e scuole festeggerete Halloween.

Ogni anno la discussione è aperta: è una festa pagana, non ha senso festeggiare, ma... è pur sempre un evento che attrae i bambini. Giocare con le paure, travestirsi da ombre, radunarsi intorno a una zucca illuminata sono azioni che fanno divertire i più piccoli (ma anche i grandicelli).

Di solito al nido, si preparano i bimbi con le canzoncine delle streghe e si accende una zucca intagliata per festeggiare tutti insieme. Mi è capitato di proporre alcune attività: ragnatele disegnate con gessetti su sfondo nero, fantasmini fatti con l'impronta delle mani, zucche dipinte con il ripieno della zucca.


Cosa farete per festeggiare? Avete preparato dei lavoretti?

lunedì 22 ottobre 2012

L'orto di Tonino Guerra

Leggendo il brano L'Orto di Tonino Guerra in Polvere di Sole (Bompiani); ho pensato che sarebbe stato bello condividere con voi l'ultima riflessione.


Bisogna tornare ad amare la terra, avere il godimento che ci procura la fioritura e la comparsa dei frutti e di tutte le produzioni di alimenti. Conta di più mostrare ai bambini le piante di un orto che le pagine di un libro. Riempire di stupore la fantasia dei ragazzi con lo spuntare di una foglia d'insalata e il lento appassire di un colore sul pomodoro.


Mi ha ricordato tanto Don Milani e ho pensato tristemente ai nostri bambini cittadini. 
Anche io sono una bambina cittadina ormai cresciuta e solo ora mi sto riappropriando del verde e del marrone che sono solo della nostra terra.

mercoledì 17 ottobre 2012

Attività d'autunno: le foglie


Cosa c'è di più autunnale delle foglie secche? Sono facili da procurare: basta uscire in giardino e la raccolta può diventare un gioco divertente da fare tutti insieme. Producono scricchiolii, si possono schiacciare, sono ruvide: che bello tuffarsi in una vasca di foglie! E poi attaccarle sulla sagoma di una foglia in cartoncino per ricordarci del nostro autunno speciale.

martedì 9 ottobre 2012

Le melagrane: attività d'autunno


Mostrare ai bimbi le melagrane, tagliarle insieme, toglierne i semini e metterli su un tavolo su cui abbiamo preparato un cartoncino bianco. Si può annusare, assaggiare, schiacciare, lasciare una traccia...

CHE SCOPERTA!!!

sabato 6 ottobre 2012

Con le mani, con il corpo, con la mente

Volevo consigliarvi un libro, che per me è divenuta una sorta di Bibbia per l'asilo nido: Con le mani, con il corpo, con la mente. Cronache del fare nei servizi 0- 3 anni di Modena, a cura di Mila Bennati, Simona Cristoni e Francesca d'Alfonso e edito da Junior (prezzo 19,20 €).


E'un manualetto molto pratico che raccoglie vari tipi di attività, non tanto per "copiare" ma su riflettere su metodologie, programmazioni, materiali. Ogni attività ha infatti una scheda in cui la si descrive brevemente, si esplicitano finalità educative e ruolo dell'educatore e infine si specifica cosa occorre predisporre per la realizzazione, modalità e tempi. Una buona base da cui partire anche per chi non ha mai scritto una programmazione educativa.

Può sembrare un surplus pianificare così nel dettaglio, ma in realtà non lo è. 

Avete mai pensato a come presentate le attività ai vostri bambini? Ecco, riuscire a farlo in maniera efficace, incuriosendoli al punto giusto, senza spaventarli, rappresenta già il raggiungimento di un obiettivo: avvicinare il bimbo a qualcosa di nuovo, invogliarlo all'esplorazione.

Avere modalità comuni di gestire i diversi momenti al nido è una garanzia, sia per i bambini sia per il gruppo educatori: la continuità è sempre un'arma vincente.

I capitoli sono suddivisi per aree di esperienza (grafico pittorica, motricità, musica, lettura...). Insomma un libro utile per chi ricerca modalità di programmazione più efficaci.

mercoledì 3 ottobre 2012

Attività d'autunno al nido

L'autunno è forse la stagione che preferisco per progettare attività, perchè offre davvero numerosissimi spunti e tutti ricollegabili all'amore per la terra. E' una stagione di riposo, di preparazione per l'inverno, è una stagione di tranquillità.

In autunno cadono le foglie e perchè non armarsi di cestini e uscire in giardino a raccoglierle? Si possono poi fare collages con il materiale messo insieme oppure ricalcarne forme e venature o ancora, usarle come stampino con la tempera. Si può anche creare una sorta di percorso sensoriale: una stradina di legnetti, che poi si trasforma in un letto di foglie e infine in grossi e freschi sassi: camminarci a piedi scalzi sarà una scoperta!


In autunno si vendemmia e se le educatrici allestiscono uno "spazio- vigna" con l'uva appesa, si può giocare alla raccolta. Mettendo l'uva in un catino la si può schiacciare con i piedi come si faceva una volta. Anche prendendo ad esempio il grappolo d'uva, si possono pensare tante attività grafico pittoriche, come ad esempio quella di usare tappini intrisi di tempera.

L'autunno è la stagione dei funghi e delle castagne. Ci si può mettere d'accordo con i genitori e consigliare loro di fare un giro nel bosco con i loro bimbi nel fine settimana; il lunedì mattina i bambini porteranno al nido i loro tesori: un riccio di castagna, un funghetto, del muschio... 


Si possono far assaggiare le castagne ai bambini, giocare con i gusci vuoti e toccare con delicatezza gli aculei del riccio. I funghi hanno una forma abbastanza semplice e possono essere un bello spunto per attività di collage con stoffe di diversa consistenza.

Con i reperti autunnali (foglie, legnetti, terra, muschio...) si può anche creare un librone da sfogliare, toccare e annusare durante l'anno.

L'autunno è una stagione che riavvicina ai frutti della nostra terra: è nostro dovere trasmetterlo ai bambini. 

lunedì 24 settembre 2012

Il pianto dei bambini

Se un bambino piange, un motivo c'è.

Per un piccolino che non sa parlare, è l'unico mezzo di espressione; per i più grandicelli, rimane un metodo immediato per comunicare frustrazione. In ogni caso, a mio avviso, non è da ignorare.

Ci sono, è vero, pianti da capriccio, ma prima di considerarli tali è fondamentale conoscere il bambino. 

Nella fase degli ambientamenti, per le educatrici a volte gestire i pianti sembra un'impresa impossibile: separarsi dalla mamma è di sicuro un motivo più che valido per lasciarsi andare a lacrime di disperazione e rabbia. A questo punto, il ruolo dell'adulto è quello di contenitore emotivo (e spesso anche fisico), affinchè il bimbo si senta rassicurato e protetto anche in assenza del genitore. 

Ma a volte non è così automatico, ci sono i pianti "di protesta": non voglio stare qui all'asilo, voglio tornare a casa mia e non mi interessano nè gli altri bambini nè i giochi. E' un pianto altrettanto rispettabile! Cari adulti, quante volte ci lamentiamo, arrivando perfino alle lacrime, per situazioni nuove che fatichiamo a mandare giù?! Penso che in questo caso, la comprensione è la miglior strategia: non otterremo niente nè con la distrazione nè con le coccole.

Ovviamente ci sono i pianti da disagio fisico, per fame o sonno: se si ascoltano hanno un suono diverso.

Attraverso il pianto non si pronunciano parole, ma se ci mettiamo in situazione di ascolto, riusciremo a codificare anche quella cantilena, quelli strilli, quei singulti: sarà pur sempre una fatica, ma ci aiuterà ad accogliere il pianto dei bambini in maniera più serena e equilibrata.

mercoledì 19 settembre 2012

Festa dei nonni

E'solo dal 2005 che il 2 ottobre si festeggiano i nonni, pietre miliari della vita familiare. Il significato della festa è quella di educare le giovani generazioni al rispetto per queste persone, cariche di saggezza e esperienza.

Ecco perchè il fiore abbinato alla festa è il non ti scordar di me.


La canzone ufficiale è invece Tu sarai di Walter Bassani. vi propongo il link del videoclip, realizzato dai bambini di una scuola di Monfalcone e vincitore di Roma Corti.

http://www.youtube.com/watch?v=1r0fkP23zNs

Voi cosa farete per la festa dei nonni? Realizzerete dei lavoretti?

domenica 16 settembre 2012

Roald Dahl Day

Ogni anno il 13 settembre si celebra il Roald Dahl Day, in ricordo del famosissimo scrittore di irriverenti libri per bambini... e non solo!

Anche se con ritardo, ho deciso di scrivere anche io di lui per un motivo molto semplice: alle elementari era lui il mio scrittore preferito! La maestra ci fece comprare "Le streghe", forse la più famosa delle opere di Dahl grazie anche all'omonimo film interpretato da Anjelica Huston, come libro di lettura in classe e da lì a poco iniziai a mettere da parte i soldini della paghetta per comprare gli altri titoli dello scrittore: Gli sporcelli, La fabbrica di cioccolato, Il GGG, James e la pesca gigante.

Il mio preferito era Matilde, la storia di una bambina che doveva convivere con la colpa di essere troppo sveglia e di preferire i libri alle bambole. Forse mi ci rispecchiavo un po'.

Ora che ci penso, tante opere di Dahl sono poi diventati film, specialmente negli ultimi anni.

Quello che mi piaceva era il fatto che non trattasse di argomenti troppo "infantili" e trattasse il mondo dell'infanzia con dovuto rispetto e in maniera variegata. Sono gli adulti ad uscire derisi dalle sue pagine: le illustrazioni di Quentin Blake si sposano perfettamente con le parole dello scrittore norvegese. Fu il primo a parlare delle schifezze che tanto attirano i bambini (streghe, puzze, ragni, sporco...) in maniera fantasiosa e intelligente, smascherando paure e ipocrisie.

Lo consiglio a tutti i neolettori, anche se adesso mi è venuta voglia di riprendere in mano uno di quei volumetti della Salani...


Non ho niente da insegnare.
Voglio soltanto divertire.
Ma divertendosi con le mie storie 
i bimbi imparano la cosa più importante:
il gusto per la lettura.





Sito ufficiale http://www.roalddahl.com/

Roal Dahl Museum http://www.roalddahlmuseum.org/

mercoledì 12 settembre 2012

Giochi di scomparsa da ambientamenti

Nei primi giorni di ambientamento una buona pianificazione delle scelte di giochi da proporre è d'obbligo e naturalmente dipende all'età dei bambini, ma i giochi a scomparsa si rivelano nel 90% dei casi una scelta vincente. Il gioco in questo particolare momento rassicura il bambino e allo stesso tempo lo distrae e lo impegna durante il progressivo distacco dal genitore. 

E' dunque chiara la motivazione per cui questa tipologia di giochi risulti adatta in questa fase dell'anno: capire che se non si vede un oggetto dopo un po'riappare è una modalità di pensiero che sostiene il bambino nella gestione delle proprie emozione nel momento in cui il babbo o la mamma vanno via per poi tornare a prenderlo. 

La ripetitività dei gesti che precludono questi giochi permette poi di interiorizzarli e di dare sicurezza: questo fenomeno fu osservato da Freud sul nipotino di 18 mesi, che faceva rotolare un rocchetto sotto un mobile per poi riprenderlo in maniera continuativa.

Oltre al classico secchiello nel quale infilare forme geometriche dal coperchio forato, è facile procurarsi questi tipi di giochi costruendoli. Con barattoli di latta dal coperchio di plastica (caffè, latte in polvere), si possono ricavare degli ottimi contenitori e il sopra può essere bucato seguendo la forma degli oggetti che ci vogliamo infilare: palline, pezzi di legno, pezzi di catene, tappi di sughero.

Anche le tane o pezzi di stoffa possono essere utili per il gioco del cucù.

Infine ci sono anche numerosi albi illustrati che possono venire in aiuto: penso all' Apriscatola della Fatatrac o altri libri sulla scia dell'apri e scopri nei quali si cercano persone o cose (famosissimi i classici Spotty).




Gioco e ripetizione




venerdì 7 settembre 2012

E la prima settimana è andata...

E la prima settimana è andata...

Nido nuovo, bimbi nuovi, colleghe nuove.

Gli spazi son curati e ben organizzati, il lavoro ben scandito dalle routine, il gruppo di lavoro affiatato: insomma, c'è un bel clima!

I bambini.... beh, che dire?! Loro sono meravigliosi e non è affatto una novità!

Con la voglia di dare del meglio, rimangono un po'di incertezze per quello che verrà, ma il primo bilancio è sicuramente più che positivo.

A voi com'è andata?

martedì 4 settembre 2012

Suoni e musica del quotidiano: i testi di Arianna Sedioli

Se vi capita di entrare nelle librerie per bambini, quelle più fornite avranno sicuramente qualche titolo dell'editore Artebambini. Curano libri a dir poco poetici, ben curati e a volte ottimo sostegno per una grande quantità di programmazioni. 

Oltre a quelli sui giardino, consiglio quelli sui suoni: Suoni d'acqua e Suoni per giocare, entrambe dotati di cd.
Il primo presenta con foto una gran moltitudine di suoni prodotti dall'acqua: l'acqua sgorga dal lavandino, si strizza nella spugna, ribolle nella pentola, schizza con le mani... Tutte attività che si possono riprodurre anche al nido. L'acqua ha un potere rilassante e il suo scrosciare in maniera più o meno potente è un rumore che può essere associato sia alla natura (mare, ruscelli, cascate) sia alla quotidianità (rubinetti, sciacquoni, doccia).


L'altro invece illustra suoni derivati dalla vita quotidiana: il tintinnare delle chiavi di casa, il rumore dei piatti che vengono lavati, dei barattoli pieni di semi che vengono spostati... E'un'occasione per prendersi il tempo di fermarsi e ascoltare i rumori, i suoni, le "melodie" che ci girano intorno: ci riserveranno delle belle sorprese!

Arianna Sedioli, l'autrice, è una stimata studiosa di arte sonora. Conduce laboratori e atelier per scuole e musei da anni e navigando sui motori di ricerca, ho trovato il suo sito con le date delle sue esposizioni e i suoi lavori, ottimo spunto per creare biblioteche del suono o addirittura per arricchirsi di vere e proprie ricette (guardate nella sezione) per costruire un mare a dondolo.

Cliccando sul link del sito arte sonora, potrete trovare tanti spunti per giocare con suoni e rumori insieme ai vostri bambini.


sabato 1 settembre 2012

L'ambientamento al nido

Iniziare l’anno al nido è una fase delicata… per tutti: in primis per i bimbi, che cominciano a frequentare o che dopo settimane di vacanza devono rientrare all’asilo; poi per i genitori, che devono separarsi, a volte per la prima volta, dai loro figli; infine per le educatrici, che hanno il duro compito di rendere questo passaggio il più sereno possibile.

Come educatrice, mi sono sentita tante volte scoraggiata: quanto è difficile conquistarsi la fiducia dei genitori! Quanto è stancante accogliere il pianto dei bambini e riuscire a trasformarlo in un sorriso! Sono solo momenti, dovuti alla stanchezza e all’impegno. Parlarne con le colleghe mi aiuta sempre molto: consigliarsi su come affrontare determinate situazioni o a volte, semplicemente, sentirsi comprese.

Le parole d’ordine sono comunque queste:
·         PROGETTAZIONE
·         GRADUALITA’
·         RISPETTO
·         GRUPPO
·         FIDUCIA

Progettare spazi e tempi, orari di accoglienza movimenti all’interno della sezione è importante, ma non serve a niente se non si considerano i ritmi del bambino. La scansione delle routine è molto diversa da quella a cui il bimbo è abituato a casa e anche i tempi di attenzione e di attesa sono diversi: di solito a casa, le mamme (o nonne o babysitter) sono a completa disposizione del piccolo.

Dunque rispettare le forme di protesta che il bambino metterà in atto è segno di comprensione. Ovvio che è necessario distinguere il disagio dal capriccio e nel secondo caso, comportarsi in maniera ferma e decisa. Una piccola dose di frustrazione serve per crescere: riuscire a fornirla in maniera graduale è il segreto per un buon adattamento.

E’però doveroso, a mio avviso, rispettare anche le modalità di approccio dei genitori: anche loro avranno bisogno di tempo. Certo, sono adulti e quindi sanno gestire le proprie emozioni, ma anche per loro sarà un momento di fragilità estrema al quale potrebbero reagire in maniera  ambivalente, confondendo il figlio.

Avete presente quella mamma che con le lacrime agli occhi, stringe a sè il figlio e intanto gli dice "Vai, vai a giocare con gli altri bimbi che la mamma torna dopo!"?! Il messaggio che arriverà al bimbo è spiazzante ed è probabile che dopo un po'scoppi in lacrime. Che fare come educatore?

Sostenere un comportamento del genere significherebbe procrastrinare inutilmente la separazione; stroncarlo in maniera troppo direttiva potrebbe innalzare un muro con il genitore che non si sente capito. In questi casi, io la butto sul ridere con una battuta e con un sorriso (magari anche con una pacca sulla spalla).

In un secondo momento, magari telefono alla mamma per rassicurarla, dicendole che comprendo le sue ansie e che anche il bimbo ne è consapevole e non sa come gestirle. Ed è qui che bisogna lavorare insieme, nido e famiglia per costruire un contenitore emotivo per il bimbo.

Come dicevo prima, la risorsa del gruppo di lavoro è fondamentale. Presentare un’educatrice di riferimento per ogni bimbo e ogni famiglia è utile sia a livello pratico sia a livello emotivo, ma fin dai primi giorni è doveroso presentarsi come un’équipe, come un unicum. E’una forza per il singolo educatore, ma anche per gli utenti, che si sentiranno più al sicuro in un ambiente partecipativo e condiviso da diverse persone.

L'ambientamento è al nido, alle persone che lo compongono, non al singolo educatore: il rischio è di creare un rapporto esclusivo e di lasciare prevalere i sentimenti sulla professionalità. Siamo professionisti: non dimentichiamocelo! Non è per trincerarci dietro a "pedagogichese" o per darsi arie, ma sul lavoro abbiamo dei compiti ben precisi, per quanto possa essere meraviglioso e coinvolgente stare con i bambini tutto il giorno.

Infine, la fiducia. La fiducia nei bambini, che spesso riescono a superare difficoltà e ostacoli con una forza da eroi. La fiducia nelle famiglie, che nonostante tutto, cercano di dare il loro meglio: siamo noi i professionisti, sta a noi creare un rapporto positivo, criticare non serve, mentre è necessario un’opera di empowerment. La fiducia nelle colleghe, senza la quale non si lavorerebbe in gruppo: la diversità è una ricchezza inestimabile nel nostro lavoro.

E infine: fiducia in noi stesse! Anche quest’anno settembre e ottobre non saranno mesi facili, ma quanta soddisfazione!

Buon lavoro, colleghe!

Letture utili:

Pubblicazione sul tema degli asili nido del Comune di Firenze

Goldschmidt, Elfer, Sellech, "Persone chiave al nido", Edizioni Junior

AA. VV., Entrare al nido a piccoli passi, Edizioni Junior


Conoscete altri testi utili o volete lasciare esperienze dirette/ impressioni? Lasciate un commento!

mercoledì 29 agosto 2012

Terraviva, tra natura e Steiner

L'associazione Nuova Terraviva opera nella cosiddetta "campagna dentro le mura" di Ferrara e organizza campi solari, laboratori, corsi e feste per i piccolini.

Trovare uno spazio all'interno della propria città che abbia le caratteristiche delle terre dell'organizzazione credo sia una vera e propria rarità: campi, alberi da frutta, un laghetto, animali e apiario a due passi da Palazzo dei Diamanti. Il tutto nel rispetto della pedagogia di Rudolf Steiner, che aiuta a riscoprire i benefici della natura sulla crescita infantile.
 
Se fate un giro sul loro sito, potete trovare tutta la documentazione sui campi estivi, laboratori e interessanti progetti gestiti da Terraviva. Ecco il link http://www.nuovaterraviva.org/
 
Questo è il cartello che si legge all'ingresso:




lunedì 27 agosto 2012

Spongebob a luci rosse

In Ucraina la commissione nazionale per la morale pubblica ha vietato la messa in onda del celebre cartone animato Spongebob. Fin qui niente di strano: potrebbero essere messi in discussione termini o gesti che la spugna marina compie durante gli sketch.


Invece la motivazione è più "profonda": Spongebob potrebbe inneggiare i bambini a divenire omosessuali, poichè abita con Patrick, una stella marina, che vive mezza nuda. I due sarebbero anche colpevoli di abbracciarsi e avere un rapporto troppo intimo.

A parte il fatto che vivendo nei fondali marini e essendo animali acquatici, non vedo niente di strano nel non indossare i costumi; ma la questione ha un reale fondamento o valore reale?

Penso al messaggio che da questa decisione si lascia trapelare ai bambini, ben più grave dei contenuti del cartone in sè: se abiti con una persona del tuo stesso sesso, sei gay ed è un male. Questo sarebbe da censurare e oscurare!

Non mi voglio addentrare su quanto sarebbe importante riuscire a progettare interventi di educazione di genere a tutto tondo, sin dall'asilo nido. 

A quali "sconcerie" ben più gravi assistono i bimbi quotidianamente? Può davvero un cartone animato come Spongebob essere deviante in alcun modo?

venerdì 24 agosto 2012

La pedagogia della Lumaca: grazie Gianfranco Zavalloni!

La scuola è il luogo in cui si apprende insieme, non “da soli”. È importante “perdere tempo” perché una classe indistinta diventi un “gruppocomunità”. Ci vogliono mesi per formare il gruppo, discutendo e raccordandosi sulle finalità, sulla necessità di regole condivise, sulle metodologie e le tecniche da utilizzare insieme. 
G.Z.

In questi giorni la notizia della morte di Gianfranco Zavalloni mi ha colpito come mi colpì leggere il suo libro. Non l'ho mai conosciuto, ma era un uomo di personalità che metteva cuore nelle cose che faceva. Era uno che ci credeva veramente.

"La pedagogia della lumaca" è stato per me un'occasione di ripensamento sul mio agire educativo, sul mio modo di relazionarmi ai bimbi: quante volte siamo rapiti dalla fretta e dalla voglia di terminare un lavoro?



Ma non parlava solo di tempi, Zavalloni, a mio avviso, è un rivoluzionario della qualità educativa, controtendenza con i trend del momento: riscoprire l'importanza del camminare, di scrivere una cartolina, di stare a contatto con la natura.

Non sono qui per celebrarlo, ma per ricordarlo e per far sì che i suoi insegnamenti divengano oggetto di riflessione per ognuno di noi.

Ecco il link al suo sito, dove potrete anche leggere il decalogo dei diritti dei bambini e il decalogo per una buona scuola..

... e il video che Gianfranco pubblicò sul gruppo Educhiamo! il 21 ottobre 2011 

Una borsa per due


In un supermercato ho visto per caso questa borsa per mamma e per bimba: una bella idea per fare la spesa con i propri figli, rendendoli magari più partecipi. Si vedono troppi bambini annoiati sui carrelli dei grandi magazzini!

Andando sul sito dell'azienda produttrice ho visto che è possibile acquistarla a 19.90 euro (ci sono anche altrettante borse carine e colorate di design moderno e funzionale).

Un po'di shopping non fa mai male!

http://www.reisenthel.com/en/SHOPPING/motherchildbag.html

giovedì 23 agosto 2012

Un Labirinto per imparare

Di rientro dalle vacanze volevo condividere con voi la mia impressione su un Parco tematico visitato a Bled, vicino al famoso lago sloveno.




Credevo che il parco tematico fosse un'attrazione acchiappaturisti e con poca voglia mi sono avviata a pagare il biglietto (con lo sconto studenti abbiamo pagato 5 euro a testa), ma appena presa in mano la cartina un sorriso ebete mi si è stampato sulla faccia. Era un percorso a tappe per conoscere in maniera divertente le coltivazioni locali: in ogni punto della cartina, una lavagnetta ti indicava una prova da superare e una lettera da aggiungere al cruciverba che,a gioco terminato, avrebbe composto una frase (in sloveno). Ogni tappa aveva una breve didascalia tematica su ecologia e flora e fauna locali.


letto nel bosco
Ci siamo cimentati nella costruzione di una bambola con foglie di granoturco, in dormite nel bosco, in percorsi sassosi e in esperimenti ottici. Siamo tornati bambini per un'oretta e ci siamo concentrati davvero in quello che stavamo facendo, dimenticando il resto. 

Percorso sensoriale
Sapete quanto può essere difficile riuscire a "suonare" dei pezzi di legno con una bacchetta? Oppure togliersi le scarpe e camminare su aghi di pino? Sono attività che quotidianamente proponiamo ai nostri bimbi e loro, con estrema facilità, si buttano in quello che stanno facendo con tutto il loro impegno.

Dovremmo farlo anche noi, ogni tanto.




"Imparare e non dimenticate" era la frase che veniva fuori dalla caccia al tesoro di lettere: non lo farò!


giovedì 12 luglio 2012

Buone vacanze!



Offrendovi un'immagine in movimento, auguro a tutti

BUONE VACANZE!!!

Godetevi il meritato riposo e a settembre nuove avventure da raccontare..

giovedì 21 giugno 2012

Siamo agli sgoccioli....

Siamo agli sgoccioli di un altro anno educativo e come sempre, si intrecciano ansie per quello che ci aspetterà a settembre, bilanci dei mesi passati, tristezza per i bambini che si perderanno (passaggi alla scuola infanzia o cambi di sezione).

Si pensa a cosa si poteva fare di meglio: organizzare in maniera più puntuale quel progetto o adottare una strategia diversa con quel bambino...

Ogni anno ci si porta a casa tanta di quella energia, tanta di quella gioia: il nostro nome è una delle prime paroline dei bambini, li abbiamo visti fare i primi passi, li abbiamo visti usare il cucchiaio da soli.

Li abbiamo visti crescere: un privilegio dato a pochi! 

Ogni anno verso qualche lacrimuccia per quei bimbi che andranno alla Scuola dei Grandi e mi chiedo se si troveranno bene, se incontreranno maestre alla loro altezza... in cuor mio, so che andrà tutto alla grande, ma sono le naturali preoccupazioni rivolte alle persone a cui siamo affezionate. Per quanta professionalità possa mantenere, un pezzetto di cuore questi bambini me lo hanno rubato e continueranno a farlo quelli del prossimo anno e di quello ancora dopo e di quello ancora dopo.....

lunedì 18 giugno 2012

Riscoprire il gusto della vita di una volta.

Questo week end si è tenuta nel Parco di Villa Demidoff a Pratolino (Firenze) Ruralia, la fiera dell'agricoltura. Nel parco da atmosfere incantate, era possibile visitare, oltre che stand enogastronomici, anche una mostra di rettili, una di minerali, esposizioni di animali da fattoria (mucche, maiali, caprette...).
Vedere i bambini meravigliarsi di fronte alla mungitura della mucca mi ha fatto riflettere sulle possibilità che la vita di oggi ci offre: mangiare distesi in un prato diviene qualcosa di straordinario, vedere un cestaio all'opera è un'occasione unica, imparare da chi è più anziano di te attraverso il racconto e le parole è ormai superato.



La vita campestre ha tanto da dare ai bambini, anche solo il gusto di stare all'aria aperta e godersi il verde della natura. Non dimentichiamo queste occasioni e progettiamone altre per i nostri piccoli.

mercoledì 13 giugno 2012

Per dire addio al pannolino… addestramento al vasino!

Per caso ieri mi sono imbattuta in una discussione su un gruppo di Facebook sullo “spannolinamento”, argomento trend alle porte dell’estate ma che porta con sé sempre tante incognite.

Alla discussione ha partecipato anche Rosalinda Papale, curatrice di un seminario sull’argomento che si è gentilmente proposta di inviare per e-mail le dispense del suo corso.

Ho ricevuto ieri sera il vademecum per i genitori e l’ho trovato molto interessante perché in maniera semplice ma professionale spiega come, quando e perché iniziare a far usare il vasino al proprio bambino. Il paragrafo sulla motivazione è molto interessante, perché nella pratica ogni tanto la si perde di vista.

Altrettanto utile la bibliografia per grandi e piccini.

martedì 12 giugno 2012

Giochiamo al mare!

Un giorno stesi sul pavimento della sezione teli di stoffa di diversa dimensione nelle tonalità del blu, buttai un po'di sabbia e conchiglie sulla pedana che si trovava in un angolo della stanza, accesi lo stereo con le melodie delle onde e chiusi porte e finestre. Con la mia collega di allora facemmo entrare i bambini senza scarpe e li lasciammo liberi di esplorare.

A noi solo il compito di osservare, in un angolino, zitte zitte!

E'stato così gratificante vedere come i bambini di loro iniziativa si distribuissero da soli nello spazio: chi, in gruppetto, nell'angolo della spiaggia scopriva le conchiglie; chi si muoveva piano tra i teli azzurri; chi si era steso per terra e si lasciava avvolgere.

E'proprio un bel gioco, quello del mare!

lunedì 11 giugno 2012

Giochi con l’acqua

L’estate è ormai alle porte e per combattere il solleone cosa c’è di meglio di una bella rinfrescata?!
Ecco spuntare allora anche nei nidi piscinette gonfiabili, tinozze piene d’acqua e via libera al divertimento!
Quella che può sembrare un’attività poco strutturata e molto ludica ha in realtà valenze profonde per i bambini. E’innanzitutto innegabile il potere rilassante dell’acqua: il suo rumore, il suo effetto sulla pelle distendono la mente e rendono più sereni.


Immergersi nell’acqua è poi una gran prova di coraggio ed è per questo che, a mio parere, è sempre bene presentare ai bambini il materiale in recipienti di piccola-media quantità. Si possono far sgocciolare spugne ascoltandone il rumore, si possono annaffiare le piante con piccoli innaffiatoi, si possono fare bolle con le cannucce, si possono lavare le bambole della sezione. 

Si stimola il discernimento sensoriale: caldo/freddo, bagnato/asciutto. Si distinguono i rumori, a seconda della potenza degli scrosci. Attraverso l'acqua si può vedere oppure la possiamo colorare, immergendovi liquidi variopinti.

Con l’acqua si può fare una gran quantità di azioni, perché l’acqua è vita, è gioia ed è mille altre cose. Non dimentichiamoci dei suoi splendidi colori, dei suoi suoni. Anche lavorare con cd che riproducono il rumore del mare è un ottimo sottofondo per attività psicomotorie.

lunedì 28 maggio 2012

Continuità ma verso gli stessi obiettivi


L’esperienza di continuità realizzata quest’anno e non ancora terminata mi ha lasciata delusa per diversi motivi. Primo fra tutti la mancata attenzione nei confronti degli sforzi dei bimbi del nido: pretendere da loro di concentrarsi e prestare attenzione per più di mezz’ora è a mio parere una forzatura bella e buona. Altrettanto forzata è l’imposizione di dipingere in un certo modo, con certi strumenti e con determinate tecniche.

Capisco che alla scuola dell’infanzia si pretendano diverse competenze, ma considero la libera espressione come una forma di creatività che canalizza le energie del bambino e se il risultato non è esteticamente bello, lo è averlo visto intingere la tempera tra le mani.

Mi chiedo se queste esperienze abbiano veramente un senso per i bambini. Per me non ce l’hanno avuto e mi dispiace perchè credo nelle esperienze di continuità e condivisione, sia per i più piccoli che per i più grandi.

domenica 13 maggio 2012

Buon compleanno Educhiamo!



A un anno di distanza dalla creazione del gruppo Educhiamo! su Facebook tiro le somme di quella che per me è stata un’esperienza formativa ed educativa allo stesso tempo. Condividere con i membri i miei pensieri, i miei dubbi, le mie metodologie di agire quotidiano mi ha permesso sia di riflettere sugli argomenti sia di confrontarmi con persone che vivono realtà diverse dalla mia.

Proprio questa differenza ha accresciuto la conoscenza del settore in cui lavoro, che era limitata alla mia territorialità o a pubblicazioni da studiare nel periodo universitario. L’interazione è diventata col tempo più vivace e sono contenta quando leggo discussioni e dibattiti che infervorano gli animi dei colleghi.

L’aspetto più difficile ma fondamentale per un reale scambio è riuscire ad esprimere la propria posizione senza venirne intrappolato: ognuno di noi ha dei capisaldi di riferimento, ma imporre il proprio pensiero non ha mai portato a nulla di buono.

Ringrazio tutti i membri che hanno contribuito a rendere il gruppo così com’è e spero di continuare con voi quest’avventura ancora per molto.

lunedì 7 maggio 2012

Con i nonni al museo


Visitando il museo archeologico di Fiesole ho potuto osservare l’angolino dedicato a questo meraviglioso progetto portato avanti da un asilo nido della città. I nonni, custodi della memoria della famiglia (come si legge nella nota esplicativa), accompagnano nipotini al museo , custode della storia collettiva, e partecipano con loro a laboratori creativi per poi allestire una piccola mostra proprio all’interno del sito archeologico. Nei giorni seguenti altri adulti della famiglia si impegneranno a portare i bambini a visitare le loro opere d’arte.

E’un progetto che parte dalla considerazione che è il “villaggio a crescere un bambino”. La territorialità infatti è il trade union di tutto il percorso: avvicinarsi alla storia della nostra città, relazionarsi con adulti diversi dai propri genitori, fare esperienza del bello.




Non rimane che dire BRAVE alle colleghe fiesolane che hanno offerto alle famiglie e ai bambini del nido un’opportunità tanto stimolante.

venerdì 4 maggio 2012

Chi scrive, chi legge


E’un titolo strano per il concorso realizzato annualmente tra tutte le scuole fiorentine, ma coglie in pieno la grande varietà di mezzi espressivi che concede ai partecipanti. Il tema del concorso infatti può essere affrontato tramite disegni, prose, poesia, manufatti, elaborati multimediali e tutto quello che nasce dalla creatività infantile.
Ieri pomeriggio si è svolta a Palazzo Vecchio, nel Salone dei Cinquecento la cerimonia di premiazione. 

E’intervenuta l’assessore alla Pubblica Istruzione, Rosa Maria Di Giorgi, che ha aperto il pomeriggio. Dopo l’inno d’Italia, intonato dagli allievi della scuola Ghiberti, i bambini e gli insegnanti premiati sono stati richiamati sul palco: dall’asilo nido fino alle scuole secondarie di secondo grado.


Il tema di quest’anno era il Viaggio: uno e tanti e diversi viaggi. E’stato bello entrare nel salone e vedere tele colorate realizzate dai bambini, dove il colore che spiccava di più era il blu. Il blu del cielo, il blu del mare, il blu della libertà, il blu di Chagall.

La poesia della creatività dell’infanzia si è fusa con l’eleganza della corte signorile: vedere bambini che gattonavano lungo la guida rossa in mezzo al Salone fa sognare un futuro che pur radicato nelle tradizioni sia in mano ai giovani di domani. 

martedì 1 maggio 2012

Riscoprire il piacere di fare

Con le mani si può fare.

Si crea, si plasma, si realizza. Si aggiusta, si unisce, si schiaccia. Si distrugge, si impasta, si tocca.

Tante volte proponiamo attività di manipolazione negli asili e nelle scuole, ma noi adulti siamo ancora capaci di riscoprire il senso del tatto?

Ci pensavo ieri sera quando camminando per le strade della Notte Bianca fiorentina osservavo ceramisti all'opera e ci ho pensato quando ho visto i miei genitori stendere la pasta per fare i tortelli.

Essere a contatto con qualcosa, riuscire a modificarne la sostanza, lasciandosi prendere dalla natura del materiale è importante anche per noi adulti. Creare è umano e con le mani si può.

lunedì 30 aprile 2012

Colloqui al nido

Tanto è stato scritto e detto sulle modalità di fare colloqui con i genitori ma la differenza tra la teoria e la realtà è spesso abissale.

Innanzitutto mi riferisco agli ambienti. Ho lavorato in diversi nidi e non ho mai avuto la fortuna di trovare spazi predisposti per colloqui con adulti ariosi e confortevoli come venivano descritti nei libri di pedagogia. Eppure sentirsi a proprio agio è fondamentale per creare una vera comunicazione! L’”arte di arrangiarsi” mi ha insegnato ad individuare un locale appartato, dove difficilmente si può essere disturbati: questo è il requisito fondamentale. Pulizia e ordine rendono carina anche una stanza funzionale e predisporre comode sedie per parlare guardandosi in faccia è consigliabile: tavoli o altri ostacoli visivi o corporei “allontanano” la relazione con l’altro.

L’altra cosa fondamentale è la diade educativa: un educatore deve condurre il colloquio, l’altro deve essere un osservatore partecipante, soprattutto a livello emotivo. Contenere ansie, emozioni e paure di un genitore è spesso doloroso per un singolo, ma condividere questo carico con un collega alleggerisce e cementa il gruppo di lavoro. In questo modo ci si può confrontare sulle informazioni ricevute e allo stesso tempo si dà un messaggio positivo alle famiglie: noi, il nido, lavoriamo per voi, il bambino e i suoi genitori.

In alcune strutture non è possibile garantire due educatori, per problemi organizzativi e gestionali. In questo caso, è di solito chi ha seguito l'ambientamento (o chi lo deve seguire) a condurre il colloquio. Qui diventa necessario un buon controllo della situazione e un distacco empatico che permetta di elaborare in situazione.

L’ultima cosa da curare è la modalità di conduzione del colloquio. Anche in questo caso trovo essenziale valutare la singola situazione: per comunicare o ricevere informazione dobbiamo mettere in atto strategie relazionali precise e non lasciare tutto al intuito del momento. Le tecniche del colloquio non direttivo rogersiane sono essenziali e altrettanto utile può essere la Programmazione Neuro Linguistica.

Prima dell'ambientamento, la situazione è quella della conoscenza: il nido si presenta alla famiglia e viceversa. In entrambe in casi è necessario raccogliere informazioni pratiche ed è il momento di porre le basi per un legame di fiducia. L'educatore ha il dovere di prendersi cura del carico emotivo delle mamme e dei papà. Durante l'anno educativo, i colloqui acquisiranno un tono diverso, più disteso per certi aspetti, ma di sicuro si toccheranno tasti più profondi, che permetteranno all'educatore di avere un quadro più completo del bimbo e alle famiglie di conoscere altri aspetti del proprio figlio. Sono questi i momenti di collaborazione per la progettazione di una continuità nido-casa.

Da qualche parte ho letto che “ascoltare affatica le orecchie” e mai considerazione fu più vera! Porsi in situazione di ascolto, in maniera aperta e accogliente, liberandosi da pregiudizi e opinioni personali, è un atto di estremo impegno: è proprio questo sforzo che sta alla base di ogni relazione sociale adeguata.

Se avete voglia di dare un'occhiata, questa presentazione in Power Point che ho trovato in rete potrebbe essere utile per curare meglio alcuni passaggi.

mercoledì 25 aprile 2012

Nessun uomo è un'isola

Nessun uomo è un'Isola,
intero in se stesso.
Ogni uomo è un pezzo del Continente,
una parte della Terra.
Se una Zolla viene portata via dall'onda del Mare,
la Terra ne è diminuita,
come se un Promontorio fosse stato al suo posto,
o una Magione amica o la tua stessa Casa.
Ogni morte d'uomo mi diminuisce,
perchè io partecipo all'Umanità.
E così non mandare mai a chiedere per chi suona la Campana:
Essa suona per te.


John Donne



In questo giorno di Liberazione  e Partecipazione penso sia utile rifletterci.

giovedì 12 aprile 2012

A cosa serve la pedagogia?

Facendo la fila alla segreteria studenti della Facoltà di Scienze della Formazione, ho occupato il mio tempo origliando discorsi delle vicine (lo so, è un difetto odioso).

Si parlava dei metodi poco ortodossi e personalistici di alcuni professori e fin qui non ci ho trovato niente di strano, in quanto alcune perplessità erano anche fondate. Il discorso è poi proseguito sull'inutilità della pedagogia, in quanto totalmente inapplicabile alla realtà e considerata un "discorso sul niente".

Ritengo queste considerazioni alquanto gravi per 2 motivazioni:

1. Innanzitutto la pedagogia DEVE essere calata nella realtà. Quei discorsi sterili letti e ripetuti nei manuali diventeranno un bagaglio sul quale fondare l'agire educativo quotidiano.

2. Mi meraviglio del fatto che nessun professore abbia saputo trasmettere l'amore per una disciplina così importante per il nostro lavoro.

Forse sbaglio, ma son discorsi che mi hanno lasciato amareggiata. Non si può fondare una professionalità sul caso e le università non dovrebbero esistere solo per rilasciare abilitazioni. Si dovrebbe formare.

Ma anche questo rientra nella pedagogia....




mercoledì 11 aprile 2012

Dina e il desiderio di diventare educatrice


"Prima a volte temevo i bambini, le loro reazioni, i loro rifiuti, le difficoltà nelle routines… adesso tutto questo è superato."

Salve mi chiamo Dina ed ho 32 anni. Ho appena trovato per caso questo blog e non avete idea di quanto sia stato per me utile leggere le parole di Cristina Costa.

In questo periodo, dopo essermi laureata lo scorso marzo come educatrice della prima infanzia (non perchè sono stata un decennio all'università ma perchè con coraggio ho deciso di rimettermi in gioco a 27 anni riprendendo gli studi) e avendo avuto difficoltà nel trovare lavoro (praticamente non se ne trova) ho deciso comunque di fare esperienza presso un asilo nido svolgendo tirocinio volontario.

Non appena ho messo piede a scuola mi sono immediatamente resa conto di quanto l'università ti lanci nel vuoto senza darti gli strumenti pratici per poter svolgere questo lavoro..solo teoria che ha la sua importanza ma che non trova riscontro se non solo attraverso la pratica.

Leggendo le parole di Cristina mi riconosco perfettamente nelle paure e nelle difficoltà che racconta, risalenti agli inizi della sua esperienza con i bambini. Oggi posso dire che ci sto mettendo la mia determinazione e buona volontà oltre al desiderio di voler lavorare con e per i bambini.

Le difficoltà sono tante e a volte mi chiedo se io sia in grado di fare questo delicatissimo lavoro...ma poi guardo quei sorrisi dei bambini quando mi chiamano, quando mi corrono incontro la mattina nel salutarmi, quando mi chiedono aiuto o di giocare con loro..e allora "forse sto dando qualcosa di bello a loro...ricompensandoli del tanto che mi stanno regalando".

Spero un giorno di poter realizzare questo mio sogno e di poter scrivere una lettera come quella di Cristina ripercorrendo il mio percorso e ripensando con un dolce sorriso a questi giorni che sto vivendo.

Buon lavoro a tutte le mie "colleghe"...amiamoli sempre questi bambini, gioia del presente e speranza del futuro 

Dina

Ho trovato le parole di Dina nella mia casella mail qualche tempo fa. Le ho pubblicate perchè sono le parole di tanti educatori che vorrebbero fare di più e hanno una determinazione invidiabile, ma il lavoro scarseggia e non è facile trovare un inquadramento adeguato.

Ringrazio Dina per la sua sincerità e le auguro davvero il meglio!

martedì 10 aprile 2012

Un'utopia chiamata nido


Quasi quotidianamente leggo notizie sulla privatizzazione di nidi in Italia. La nuova situazione del Paese non aiuta di certo i Comuni, che dispongono di fondi esigui per gestire una gran quantità di servizi per i cittadini. Il nido è uno dei più facilmente cedibili a privati: di solito sono le cooperative che si occupano del personale e dell’andamento dell’asilo, mentre il Comune cede la struttura e quanto ci sta dentro. E’un passaggio quasi indolore: le famiglie non dovrebbero nemmeno percepire il cambiamento di consegne, ma a mio parere dietro c’è di più.

C’è una mancanza di presa di posizione per la tutela non di un servizio qualunque ma di un’istituzione educativa, c’è il pensiero al lavoro delle mamme, all’esigenza di affidare i bambini a persone fidate, c’è l’urgenza di sistemare. L’educazione viene dopo.

Si perde il valore del servizio, la bellezza e l’importanza di investire sul futuro e questo mi fa star male perché credo in questa istituzione. Non mi piace chiamarlo semplicemente servizio, perché ritengo che un ente che si occupi di rendere autonomi e sereni bambini in una fascia di età così bassa non eroghi soltanto un servizio.

Sarebbe bello che le politiche comunali divenissero statali, che non esistessero diversità da zona a zona, da asilo a asilo, che ci fosse una rete reale in cui educatori di tutta Italia potessero comunicare e condividere esperienze realmente realizzabili.

Sarò un po’utopica, ma continuo a crederci.