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mercoledì 22 novembre 2017

Il diritto del bambino

Questa settimana è iniziata con la Giornata Internazionale dei Diritti dei Bambini: le riflessioni sono state tante e tutte profonde. Il diritto alla noia, i diritti primari di ogni piccolo cittadino, i diritti naturali di Gianfranco Zavalloni, che tanto amo e che ho pubblicato sulla pagina Facebook per l'ennesima volta.

Quello che poi ho pensato, leggendo un po'di testimonianze in giro, è che alla base il diritto fondamentale è quello di dare ad ogni bimba e bimbo la possibilità di vivere la propria infanzia: il diritto di essere bambino ad ogni bambino.

Sembra un banale giro di parole, ma non è così. La calma, il vivere il momento, il piacere della natura, il contatto con gli altri, l'essere ascoltato e dunque compreso, i tempi vuoti. Sono tutte cose che appartengono all'infanzia, sono proprie di quell'età.

Vale la pena dunque dedicare una giornata a quanto più di naturale possa esistere? Sì, se serve agli adulti per comprendere che quei diritti lì vanno proprio rispettati per far crescere in maniera sana i nostri figli e i nostri studenti. Forse non sono nemmeno diritti, ma piuttosto doveri.

Sono tutte esperienze che ogni bambino e ogni bambina devono fare per conoscere il mondo in maniera equilibrata, per scoprire in sicurezza, per creare, inventare, fantasticare. E come adulti, non possiamo altro che prendere per mano i nostri bimbi e farci insegnare da loro.

Ci sembrerà tempo perso. Sono momenti in cui non produciamo o ci sentiamo di non fare qualcosa di utile per la società. Ma non è così. Il tesoro che si nasconde in questi attimi è vitale, ci si prende cura dell'altro, si riscopre il valore delle emozioni, si ritorna bambini.

Anche noi, grandi, abbiamo quel diritto lì, ogni tanto!

giovedì 27 marzo 2014

Educhiamo con i libri: Sbrigati ma lentamente

L’albo illustrato che voglio presentarvi è “Sbrigati, ma lentamente” di Layn Marlow.
La prima volta che ho visto questo albo sono rimasta colpita dalle sue illustrazioni delicate e dal titolo che rispecchia in pieno la mia “filosofia ” che si appoggia alla Pedagogia della lumaca del Maestro Gianfranco Zavalloni.

Il testo vede come protagonisti una tartaruga simbolo per antonomasia di lentezza e una lepre rappresentativa della velocità. La tartaruga è lenta, ama alzarsi tardi, è prudente, riflette molto ecc... La lepre invece è come un piccolo tornado e cerca di mettere fretta alla tartaruga in ogni cosa che fa.

Alla fine della giornata, la tartaruga ama molto sorseggiare una tazza di camomilla in pace, ma la lepre vuole che le  legga una storia…ed è qui che avviene una magia….


Per raggiungere gli obiettivi ognuno ha bisogno dei propri tempi.
Così anche i nostri bambini al nido e i nostri figli hanno bisogno di tempo, non tutti sono lepri dinamiche e intraprendenti, tra i loro faccini e sorrisi si nascondo anche delle tartarughe più meditative e riflessive.

Ognuno ha ritmi e qualità diverse che devono essere sempre e in qualunque momento rispettate e accolte.

Età consigliata: dai 3 anni, per non banalizzare il contenuto.

Testo e foto di Martina Salmaso

venerdì 24 agosto 2012

La pedagogia della Lumaca: grazie Gianfranco Zavalloni!

La scuola è il luogo in cui si apprende insieme, non “da soli”. È importante “perdere tempo” perché una classe indistinta diventi un “gruppocomunità”. Ci vogliono mesi per formare il gruppo, discutendo e raccordandosi sulle finalità, sulla necessità di regole condivise, sulle metodologie e le tecniche da utilizzare insieme. 
G.Z.

In questi giorni la notizia della morte di Gianfranco Zavalloni mi ha colpito come mi colpì leggere il suo libro. Non l'ho mai conosciuto, ma era un uomo di personalità che metteva cuore nelle cose che faceva. Era uno che ci credeva veramente.

"La pedagogia della lumaca" è stato per me un'occasione di ripensamento sul mio agire educativo, sul mio modo di relazionarmi ai bimbi: quante volte siamo rapiti dalla fretta e dalla voglia di terminare un lavoro?



Ma non parlava solo di tempi, Zavalloni, a mio avviso, è un rivoluzionario della qualità educativa, controtendenza con i trend del momento: riscoprire l'importanza del camminare, di scrivere una cartolina, di stare a contatto con la natura.

Non sono qui per celebrarlo, ma per ricordarlo e per far sì che i suoi insegnamenti divengano oggetto di riflessione per ognuno di noi.

Ecco il link al suo sito, dove potrete anche leggere il decalogo dei diritti dei bambini e il decalogo per una buona scuola..

... e il video che Gianfranco pubblicò sul gruppo Educhiamo! il 21 ottobre 2011