giovedì 23 febbraio 2012

Ridere come strategia educativa: la storia di Roberta

Ciao a tutti! Mi chiamo Roberta e vi scrivo per raccontarvi la piccola esperienza lavorativa che sto vivendo. Abito nella provincia di Parma, ho 24 anni e studio all'Università di Parma, al corso Scienze dell'Educazione e dei processi formativi, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia. Gli esami stanno per finire (per modo di dire, sappiamo tutti il detto "gli esami non finiscono mai!"), così ho deciso di iniziare a riempire il mio piccolo curricolo e di chiarire un po' le idee su quello che un giorno mi piacerebbe fare. 

Cercando in giro, sono venuta a conoscenza di un lavoro per studenti universitari: tutor per ragazzi con disabilità. Ho accettato subito, in fin dei conti sarebbe stata un'esperienza importante anche per l'università che seguo. Dopo vari corsi di formazione, le paure non se ne erano andate, anzi, erano raddoppiate! Tenete conto che io non avevo esperienze lavorative, se non qualche tirocinio qua e là. Ciò che mi spaventava di più era la paura di non essere accettata dal ragazzo/ragazza che avrei dovuto seguire. 

Ebbene, ho iniziato e posso ora dirvi che le difficoltà ci sono e sono tante. E' sicuramente un lavoro stancante ma vi assicuro che quando arrivo a casa, il sorriso non mi manca. E col passare dei giorni, delle settimana, con le esperienze che mi sto facendo, ho capito che alcune volte, per migliorare una situazione è necessario trovare una strategia. E la mia strategia è unicamente l'ironia


Il mio più grande mito è Patch Adams!! Non fraintendetemi: questo non significa che mi presento alla ragazza che seguo munita di naso rosso e un bel vestito da pagliaccio (anche se lo ammetto, non mi dispiacerebbe). Significa solo che quando mi trovo in difficoltà, quando vedo che la ragazza è un po' giù, magari annoiata o triste, beh... Cosa c'è di meglio di una bella risata?

Il mio compito è quello di seguirla sia in ambito scolastico che extra scolastico. Ci troviamo per fare i compiti insieme, per prepararci alle verifiche, alle interrogazioni. E alcune volte è un po' duro: sapete tutti che esiste il programma differenziato per i soggetti con disabilità, ma lei vuole fare il programma uguale agli altri. Ho notato che il suo più grande problema è quello di non accettare la situazione in cui si trova. E non la biasimo.. Chi lo farebbe? Penso sia importante che lei capisca, ma credo anche che non serva continuare ad insistere dicendole che lei NON può essere come gli altri. Questo secondo me non va bene... 

Proprio perche è una persona molto insicura penso che sia importante incoraggiarla. Ho fin detto dall'inizio che non mi serve sapere le cose che non Sa fare. Per me è importante partire dalle cose che SA fare, dalle sue capacità, dai suoi pregi. Perchè penso che possa aiutarla tanto. E l'obiettivo che mi sono proposta non è tanto quello di aiutarla nei compiti. 

Vorrei un giorno, alla fine del nostro percorso, che lei riuscisse a dire: "si, ho bisogno di aiuto". E vorrei che capisse alla fine che tutti noi abbiamo bisogno, ogni tanto, di qualcuno che ci stia vicino in generale. Chi non ha mai avuto bisogno di aiuto?! Vorrei che capisse che non è una vergogna aver bisogno di qualcuno. E, infine, vorrei averle lasciato qualcosa di me e avere allo stesso tempo qualcosa di lei. Ma questo, senza alcun dubbio, so che succederà. Alla fine, anche io avrò imparato tanto... E chissà, magari avrò anche capito quale sarà la mia strada da seguire! 

Nella speranza di avervi aiutato e di avervi fatto anche sorridere, mando un saluto a tutti voi!! Grazie, Roberta.                                

(testo e immagine di Roberta Messina)

Come avevo accennato, ho chiesto ad alcuni di voi di raccontare le loro storie lavorative. La prima a rispondermi è stata Roberta: il suo ottimismo è contagioso e le sue parole mi hanno dato una bella carica. Come lei, credo molto nel valore della risata per aggregare gruppi, per creare relazioni, per sdrammatizzare, per migliorare l’umore.


Buona lettura!

Se anche voi, volete raccontare la vostra esperienza contattatemi pure via mail o via messaggio privato su Facebook.

2 commenti:

  1. Grazie ad entrambe per questa condivisione.

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  2. Ringrazio anche io Roberta per la sua sincerità e la sua disponibilità. Il suo racconto mi ha dato una grande forza!

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